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Salvini non ha capito che non c’è Stato al di fuori della legge

Salvini non ha capito che non c’è Stato al di fuori della legge
di Gennaro Avallone

A Catania centinaia di persone si sono mobilitate al porto per chiedere la liberazione delle 177 sequestrate sulla nave Diciotti, una nave dello Stato italiano che un ministro dello stesso Stato ha deciso di bloccare.

Dopo 6 giorni, attraverso una diretta facebook, il ministro dell’interno ha detto: “i minori possono scendere, gli altri si attaccano”. Ha sfidato il presidente della Camera e la magistratura che volesse indagarlo. Matteo Salvini spera così di accrescere i consensi, mostrandosi come l’unico interessato davvero a difendere i confini e la sicurezza nazionale mentre tutte le altre istituzioni, alla fine, sarebbero corrotte e incapaci di una vera tutela del popolo.

Gennaro Avallone

Gennaro Avallone

L’idea di Matteo Salvini è quella di una società senza regole né leggi, in cui governa chi viene momentaneamente acclamato. E in questa idea trova sostegno nel Governo, anche in ampie parti del Movimento 5 stelle, mossi, tutti, dall’idea che ciò che si pensa e desidera debba accadere e senza troppe perdite di tempo. Questo modo di pensare è confermato dal modo di governare: senza leggi, senza confronti istituzionali, ma attraverso facebook e messaggi in twitter. Come se si trattasse di fatti della vita privata: mentre sono al mare o in montagna in vacanza, dico la mia, esprimo la mia opinione e lo faccio in facebook. Così, come se stessi commentando l’ultima festa tra amici.

Non è così. Le leggi e le regole ci sono e sono state conquistate. Le leggi della giustizia costruite in secoli di lotte, sacrifici, lutti dai movimenti operaio, femminista e contro le istituzioni totali, così forti e importanti specialmente nella storia italiana, sono molto superiori, politicamente e anche moralmente, alla barbarie rappresentata dal modo di governare di questo ministro e del suo Governo. Queste leggi, conquiste sociali e di civiltà fondamentali e non regali di qualche potente, insegnano che la società italiana è nettamente migliore di quella che oggi appare. Insegnano che è possibile pensare ad altre forme di convivenza che non siano quelle della xenofobia, del razzismo e dell’odio anti-immigrati. È nel solco di questa storia che si trovano tutte le ragioni per sostenere che aprire i porti è la prima cosa da fare. Salvare le persone: solo così possiamo essere orgogliosi di noi stessi.

E che cada questo Governo se farlo durare significa esporre l’intera popolazione italiana ad una vergogna così profonda e ledere i diritti fondamentali delle persone. E se questo vorrà dire più consensi per Matteo Salvini, vorrà dire che ancora più forte e organizzata dovrà essere l’opposizione sociale e politica.

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Ricercatore Università degli Studi di Salerno

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