Home
Il blog de IConfronti utilizza cookie di servizio e di analisi. Continuando la navigazione accetti l’uso di tali cookie. Più informazioni.
Tu sei qui: Home » Editoriali&Opinioni » Interventi » Samantha, una stella che torna con i piedi per terra

Samantha, una stella che torna con i piedi per terra

Samantha, una stella che torna con i piedi per terra
di Luigi Zampoli

astro-samTornare dalle stelle alla terra non deve essere facile, non tanto per le complicazioni biologiche dovute al lungo tempo trascorso in assenza di gravitĂ , ma soprattutto per il fatto di doversi riabituare alla dimensione del nostro mondo.
Le linee, le forme e i limiti della scena terrestre sono come un imbuto strettissimo per chi, come Samantha Cristoforetti, si è assuefatta, dopo 200 giorni, alla vista del cosmo.
Dall’infinitamente grande all’infinitamente piccolo, Samantha è ritornata su quello che ora deve sembrarle come un granellino di sabbia, dovrà riabituarsi agli spazi angusti del nostro piccolo mondo, avendo ancora e per sempre negli occhi l’idea plastica dell’infinito.
Un privilegio unico e una sottile inquietudine al tempo stesso convivono in chi ha attraversato l’orbita terrestre; l’astronauta si dibatte tra il ricordo, le sensazioni e il desiderio di ritornare lassù per poter di nuovo osservare il mondo con nuovi occhi, dopo un viaggio di scoperta, per dirla alla Proust.
Cambiano geometrie e prospettive, forse Samantha dovrà ritrovare in un certo senso la sua proporzione in un mondo che ora le sta stretto; la dilatazione della percezione è violenta quando esci dal tuo mondo per ritrovarti nello spazio indeterminato.
All’astronauta, prima donna italiana nello spazio, toccherà ora un periodo di quarantena, d’isolamento, prima di poter riprendere in pieno la vita sulla terra; l’indispensabile isolamento di chi ha nel corpo essenza e sostanza cosmica, da smaltire gradualmente prima di ritornare a percorrere lo spazio terreno sotto la gravità di sempre.
Dopo l’atterraggio sul deserto del Kazakistan, è uscita da quella capsula che sembrava un ovetto bruciacchiato piovuto dallo spazio, e lei, un pulcino spaurito e fragile. Un po’ come rinascere, ma tornando esattamente alla vita precedente fino a un momento prima del decollo.

Si dice che trascorrere sei mesi nello spazio equivalga a dieci anni d’invecchiamento sulla terra; Samantha ha fatto un salto nella curva dello spazio-tempo, andata e ritorno sono un pezzo di vita sottratto alla gravità e offerto alla contemplazione dell’universo e della nostra terra vista dal di fuori. Frammenti di relatività di cui ora lei porta i segni sul corpo, sul viso stanco e affaticato di chi ha attraversato a velocità supersonica gli strati di gas dell’atmosfera a migliaia di gradi di temperatura esterna.
Ora il recupero, il ritorno alla normalitĂ ; gli occhi e la mente trattengono le grandiose visioni che questa esperienza le ha donato. Samantha Cristoforetti le stelle se le porterĂ  dentro, dopo averle osservate volteggiando tra loro.

Informazioni sull'Autore

Numero di voci : 3601

Lascia un Commento

© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

Scroll in alto