Dom. Lug 21st, 2019

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Sanità: Lombardia ok con sospetti, Campania disastro economico

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Gli intrecci di interessi tra la fondazione Maugeri e il Governatore della Lombardia

Negli ultimi giorni sono sulla bocca di tutti gli intrecci di interessi tra la fondazione Maugeri e il Governatore della Lombardia Roberto Formigoni per le delibere della sanità lombarda. Un intreccio che non scalfisce però il primato della sanità pubblica della Regione Lombardia rispetto ai dati della Regione Campania: a Milano infatti, nessun rischio di default, né servizi o posti di lavoro che salteranno. E i posti letto in discussione, eventualmente da tagliare, sono al massimo 2mila. Certo, si farà più fatica a raggiungere l’obiettivo del pareggio di bilancio (che in Campania non viene neanche sfiorato, anzi) ma la Lombardia continuerà a migliorare la qualità dei propri servizi sanitari, così come ha sempre fatto in questi anni. Il “celeste” Formigoni, infatti, riesce nella tanto “vituperata” sanità lombarda a finanziare il settore esclusivamente con le risorse appositamente destinate ad essa dallo Stato, oltre che con la compartecipazione alla spesa richiesta con i ticket. Questo significa che non vengono sottratte risorse per sopperire alla spesa sanitaria ad altri importanti settori che caratterizzano le politiche regionali, come ad esempio il welfare, l’istruzione, l’ambiente e le infrastrutture, a beneficio di tutti i cittadini. Per quanto riguarda i tagli dei posti letto imposti dalla spending review di Monti, in Lombardia sembrano essere poco più di 2.000, stando a fonti regionali nessun servizio dovrebbe subire significativi incrementi di costo rispetto alla situazione attuale. E dopo gli scandali della fondazione Maugeri e il crac del San Raffaele la Regione ha promosso un provvedimento, che prevede misure di controllo particolarmente restrittive e cogenti, nell’ottica di favorire una sempre maggiore trasparenza del sistema. Non vengono toccati i parametri sanitari, ma solo la compagine societaria e gli strumenti di controllo. Formigoni, dopo le critiche subite, inoltre, medita anche un ridimensionamento della quota della sanità privata rispetto a quella pubblica.
Tutta altra aria tira in Campania: per quanto riguarda i dati del ministero della sanità e dell’economia sul settore della sanità pubblica campana c’è da dire che la Regione sconta ancora un disavanzo a 7,9 milioni di euro, dopo le coperture per 309,7 milioni avvenute finora. La Regione, di recente, ha dovuto affrontare il rinnovo del sub commissario alla Sanità, dopo le dimissioni Achille Coppola. A sostituirlo il Consiglio dei Ministri ha chiamato, il 23 marzo scorso, Mario Morlacco, ex sub commissario alla sanità della Regione Lazio.
Il19 luglio è arrivata anche la valutazione negativa degli organismi di monitoraggio, che hanno ritenuto “non è stato possibile” erogare alla Regione alcuna somma residua delle risorse al Ssr. La regione Campania, a consuntivo 2011, presenta infatti un disavanzo di 245,476 milioni di euro. Considerati tutti gli ammortamenti non sterilizzati di competenza dell’anno 2011 e la perdita 2010 non coperta (pari a 72,222 mln di euro), il disavanzo complessivo è pari a 317,698 milioni di euro che, dopo le coperture, pari a 309,732 mln di euro, si attesta sui 7,966 milioni di euro. Tavolo e Comitato hanno evidenziato poi le “rilevanti, persistenti”, criticità rappresentate dalla Asl Napoli 1 per la mancata contabilizzazione degli accadimenti aziendali. E’ stato rilevato il ritardo del piano dei pagamenti, in larga parte determinato dalla Asl Napoli 1. In merito alla verifica annuale sull’attuazione del Piano di rientro, con specifico riferimento alla rete ospedaliera e territoriale, si resta in attesa di vedere attuato quanto previsto nel programma operativo 2012 (decreto 53/2012). Nel frattempo Tavolo e Comitato hanno indicato la necessità di avviare tutte le opportune iniziative per potenziare la rete assistenziale territoriale, residenziale e domiciliare, rivolta alla popolazione anziana allo scopo di ricondurla ai parametri di riferimento nazionali.
Ritenuta, infine, ancora non sufficiente la documentazione trasmessa ai fini della valutazione degli adempimenti relativi agli anni 2009, 2010 e 2011. In conclusione, sulla base dell’istruttoria condotta dagli organismi di monitoraggio, non è stato possibile erogare alla regione alcuna somma residua, con ipotizzabile aumento dell’aliquota Irpef di competenze della Regione. Una situazione che non fa certo dormire sonni tranquilli ai politici campani, forse non assillati dalle “domande” di Repubblica come Formigoni, ma che dovrebbero essere fortemente assillati dagli incubi di un default economico in sanità che riguarderebbe solo i conti. Sul piano delle prestazioni, poi, il paragone non è proprio ipotizzabile.

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