Saviano consiglia: lasciamo Berlusconi senza platea

Saviano consiglia: lasciamo Berlusconi senza platea

Lasciare Berlusconi senza platea. È quanto propone agli italiani di buon senso lo scrittore Roberto Saviano, in un intervento molto articolato su la Repubblica di oggi, dopo le inondazioni di presenze televisive del leader del centrodestra, che ha ormai assunto su di sé la responsabilità e l’onere di una campagna elettorale disperata. Secondo lo scrittore, che analizza gli ultimi comportamenti e atteggiamenti del Cavaliere davanti alle telecamere, siamo in presenza di un capopartito ormai delegittimato agli occhi degli italiani che “gioca” all’improbabile recupero, dileggiando gli avversari, ma soprattutto senza avere alcuna considerazione della verità storica. A Berlusconi, sostiene Saviano, non interessa la ricostruzione di quanto è accaduto né la formulazione di un quadro programmatico tendente a venir fuori dalla crisi, piuttosto la sfida, la superficialità, l’allusione, la negazione dell’evidenza, in un gioco di vincitori e vinti che appassiona la platea come se si fosse in platea per uno spettacolo. È la tecnica di chi, attraverso le rappresentazioni, tenta di allontanare le attenzioni degli elettori dalla realtà e dalle responsabilità di una dirigenza politica tra le più dequalificate ed eticamente compremesse che si siano imposte negli ultimi decenni in Italia.
“E allora smettiamola di prenderlo sul serio, smettiamola di ridere alle sue battute – suggerisce lo scrittore – per tremare poi all’idea che possa riconquistare terreno. Trattiamolo piuttosto per quello che è: un bambino di settantasei anni. Quando i bambini esagerano con le parolacce, con i capricci, i genitori li ignorano, fingono di non aver sentito. È l’unico modo perché il bambino perda il gusto della provocazione. La stessa cosa dovremmo fare con lui: farlo parlare, ma senza prestargli attenzione”. Da qui, una serie di suggerimenti “tecnici” su sorrisi e battute stantie da evitare, “perché non possa più spacciare la falsa tesi secondo cui i politici sono tutti uguali”. Non sarò mai per la censura, assicura Saviano. “Berlusconi ovviamente deve parlare in tv – certo dovrebbe farlo nelle regole sempre infrante della par condicio – come tutti i leader delle coalizioni. Siamo noi che dobbiamo smetterla di giocare con lui. Lasciamolo senza platea”.

Barruggi

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