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Saviano, il colpevole per eccellenza

Saviano, il colpevole per eccellenza
di Giuseppe Foscari

Roberto_Saviano_1Saviano ha gravi, gravissime colpe. Pensate un po’: ha osato parlato alcuni anni fa di infiltrazioni camorristiche e della ‘ndrangheta in Lombardia, suscitando l’ira di un ministro leghista di Stato, che pretese e ottenne di andare a raccontare in tv la Sua verità, della Sua regione come oasi felice, dove c’erano lavoro, appalti puliti, politica incorruttibile e benessere collettivo.
E si è macchiato, sempre lui, Saviano, della grave colpa di aver raccontato le pratiche affaristico-clientelari della politica e della camorra, in area napoletana e non, in una congiunzione maledettamente pericolosa che stritolava le amministrazioni pubbliche e ne condizionava la vita politica ed economica. Uno spaccato crudele e infame, un patto d’acciaio fatto di voti, elezioni compiacenti e con tanto di do ut des, ovvero, appalti truccati, assunzioni di camorristi nei Comuni, infiltrazioni in tutti i segmenti in cui circolava danaro pubblico, commesse illecite, abusivismo edilizio, gestione di parcheggi e mille e mille altri affari ancora.
E ha osato, il Saviano blateratore e scrittore prolifico, quello che si è mostrato più volte in televisione con la barba incolta, l’aria tenebrosa e un linguaggio sferzante, ha osato, dicevo, presentare al mondo la faccia crudele e sanguinaria di Napoli, degli uomini della camorra e delle loro arroganti pretese, dei loro stili di vita, della sintassi del camorrista, delle regole che ispiravano i capoccioni, della loro perfidia, della loro ricerca di avere danaro e donne, di ostentare onnipotenza, di “educare” alle regole camorristiche i giovani, di abituarli alla spietatezza e ad uccidere, come una scuola alternativa a quella della conoscenza e della cultura.
Ecco le gravi colpe di Saviano. Accusato, poi, di avere scritto tutte queste cose e di aver pubblicato libri tradotti in tutto il mondo, smascherato i re, spogliandoli completamente, denudandoli al cospetto dell’opinione pubblica, mostrandoli in tutta la loro efferatezza.
E ha dovuto subire la gogna mediatica di chi lo ha accusato di essersi arricchito mentre raccontava verità storiche che nessuno voleva sentire, che molti conoscevano e che avevano evitato di denunciare. In una gigantesca spirale di corruzioni, connivenze, compiacenze, interessi clientelari.
E ha dovuto anche accettare di vivere sotto scorta, scappando di qua e di là per non essere un facile bersaglio per la vendetta di coloro che ha osato denigrare negli anni, annientando del tutto la sua vita privata, azzerando il concetto stesso di una vita normale che mai più avrebbe potuto avere.
Ecco tutte le sue colpe, i suoi demeriti.
E noi? Noi ci siamo emozionati, indignati, abbiamo avuto scatti di ribellione, pulsioni empatiche verso quest’uomo dai demeriti (sic!) enormi, che aveva osato sfidare, raccontare e offendere la camorra e tutte le camorre d’Italia, in qualsiasi posto si trovassero e con qualsivoglia nome si presentassero.
Che bella accoppiata sarebbe stata Giancarlo Siani e Roberto Saviano! Per la memoria del primo e di tutte le vittime delle camorre e mafie e per le straordinarie battaglie del secondo dovremmo sempre avere la schiena dritta e ringraziarli per quanto hanno fatto per noi, per averci aiutato ad aprire gli occhi e a guardare oltre il nostro naso. Non siamo migliori di prima, ma sappiamo molto molto di più. E tanto basta …

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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