Scampia, controlli e perquisizioni dopo l’omicidio nell’asilo

Le forze dell’ordine stanno eseguendo controlli e perquisizioni e Scampia sulle tracce dei sicari che ieri mattina hanno ucciso nel cortile della scuola materna “Eugenio Montale” il pregiudicato Luigi Lucente, 50 anni, legato ad uno dei gruppi degli “scissionisti”. Dalle prime ore del mattino carabinieri, polizia e Guardia di Finanza, in un’operazione coordinata, stanno setacciando una vasta porzione di territorio dei quartieri di Scampia e Secondigliano, ed i vicini Comuni di Casoria e Melito.
La polizia sta operando a Scampia anche nella Vannella Grassi, roccaforte del gruppo camorrista rivale degli “scissionisti”. L’attività delle piazze di spaccio di Scampia – sottolineano fonti investigative – è interrotta da giorni grazie alla massiccia presenza di forze dell’ordine sul territorio. I sicari dei clan, frammentati ormai in fazioni e sottogruppi continuano però a colpire. L’agguato mortale contro Lucenti, ritenuto un uomo del gruppo Abbinante, una delle componenti degli “scissionisti”, sarebbe stata una risposta – secondo una delle principali piste investigative – all’omicidio del 21 enne Mirko Romano, boss emergente della Vannella Grassi.
«A Napoli l’infanzia ha perso la sua innocenza. Da anni. Oggi Scampia, ma purtroppo i suoi confini si stanno dilatando, è violentata dai senza regole, da schegge impazzite, bombe umane che combattono le loro guerre sparando nel mucchio». Intervistato dalla Stampa, il giudice Raffaele Cantone spiega di non aver mai visto tanta ferocia. «Persino Raffaele Cutolo, che in ferocia non era certo secondo a qualcuno, a confronto è uno che ha dei valori e regole da far rispettare». «A Napoli manca la cultura della cittadinanza, la cultura della legalità», dice Cantone. «Non è possibile che, nonostante i colpi durissimi inferti a queste bande di killer, si continui a morire come cani, a sparare per il controllo del traffico di droga. Napoli è una città che va decamorrizzata». Cantone individua «una insufficienza delle stesse tecniche investigative». «Loro sono avanti anni luce rispetto a noi. Poi, è vero, eliminandosi tra di loro, risolvono il problema del contrasto, ma lo dico paradossalmente per sottolineare la nostra insufficienza» spiega. «Arrivano prima loro di noi e fanno giustizia come la sanno masticare: con i mitra e le pistole».

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