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Scampia-Gomorra, sì alle ripresa della fiction

Scampia-Gomorra, sì alle ripresa della fiction
di Pietro Nardiello

wallpaper-del-film-gomorra-68163Tanto tuonò che piovve. Le riprese della fiction Gomorra, prodotta da Cattleya e Fandango per Sky, dopo le aspre polemiche pre-elettorali alla fine si faranno anche a Scampia, perché nel rione Fuorigrotta sono già state realizzate. Le opposte fazioni, VIII Municipalità, Comune di Napoli e parte delle associazioni del territorio schierate per il no alle riprese “perché non si doveva speculare grazie all’utilizzo stereotipato del male”, produzione e altre realtà culturali, “perché non si poteva nascondere la realtà”, sono convenute a un accordo: “Nella sceneggiatura saranno inseriti anche esempi positivi, e il tanto impegno delle associazioni sul territorio”. Quando la stampa alimentò con il suo vento il fuoco delle polemiche, ho espresso chiaramente i miei dubbi, perché non ho mai compreso il perché di tanto interesse espresso intorno a un romanzo datato qual è Gomorra. Al tempo i produttori fecero retromarcia, preferirono rinviare a data da destinarsi ogni confronto sulle eventuali riprese accettando, momentaneamente, una sconfitta che non hanno digerito ma che non avrebbero mai pensato di dover incassare. Il passo indietro confermò i dubbi avanzati da chi non voleva ulteriori speculazioni televisive. La sceneggiatura era costruita sull’oramai trito copione che vede l’esaltazione del male camorrista, di atteggiamenti violenti che tanta presa fanno sui giovani di queste zona. Adesso, però, le riprese verranno fatte, Scampia e le sue Vele torneranno ad essere un set televisivo per raccontare e dare lustro alle gesta dei violenti, di quelli che dopo aver ammazzato un innocente, “perché non sono capaci a fermarsi”, con fare prepotente lanciano baci alla propria moglie non curandosi di trovarsi ammanettati tra due carabinieri. Il compromesso è avvenuto, la sceneggiatura presterà attenzione anche al tessuto associativo che a Scampia, seppur diviso per appartenenza politica, è notevole anche per i risultati conseguiti. La produzione con questa piccola correzione ha ottenuto un accordo di larghe intese, raggiungendo anche l’accordo delle parti sociali diremmo se ci trovassimo in quel di Montecitorio. Ovvio che quando la fiction andrà in onda ci ritroveremo dinanzi alle proteste degli scontenti, di chi si sentirà offeso da quelle immagini proprio come è avvenuto per la fiction Mediaset “Il clan dei camorristi”. Al tempo saranno dimenticate anche le briciole distribuite durante le riprese grazie a lavori occasionali. Il punto, però, su cui dibattere è un altro perché ci troviamo, da tempo, dinanzi a una cinematografia incapace di analizzare proprio come “Le mani su la città” di Rosi, lo ripeterò fino ad essere considerato noioso, un contesto difficile dove la vera disarticolazione del Sistema può avvenire esclusivamente se a rispondere sui fatti accaduti siano chiamati soprattutto i politici e i loro apparati di consenso. Chi pretende di essere “giudice in terra per indicare il bene e il male” non dovrebbe fuggire da questo compito. Risulta così difficile farlo? Probabilmente sì.

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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