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Scampia, lo Stato inscena il set dell’anti-Gomorra. E fa cilecca

Scampia, lo Stato inscena il set dell’anti-Gomorra. E fa cilecca
di Davide Cerullo

La contro-cronaca che pubblichiamo di seguito, insieme ai Radicali Italiani e a qualche social network che ha anticipato di volerla diffondere, è scritta da un cronista “abilitato” più degli altri. Si chiama Davide Cerullo (nella foto), fu un pusher – forse il più promettente del clan Di Lauro –, e fu molto temuto soprattutto a Scampìa. Davide ha voluto da anni un’altra vita e da tempo è salvo e aiuta gli altri a salvarsi. Perché ha scritto questo pezzo che nessun giornale gli avrebbe mai pubblicato? Per un motivo: ammonire tutti che la lotta alla criminalità è una cosa seria e non ha nulla a che fare con le performance dello Stato, soprattutto degli organi di polizia, autori di un inganno mediatico di proporzioni storiche lungo la scia dei luoghi comuni di Saviano e Gomorra. Davide racconta l’operazione del 31 luglio scorso nella zona delle Vele: dichiarazioni del prefetto, foto a tutta pagina su cosiddetti grandi giornali, l’area trasformata in un set. Ma, sotto sotto, lo Stato quale bersaglio ha centrato? Niente di niente, qualche pesce piccolo preso nella rete. Praticamente zero, il nulla nel quale si consuma l’agonia della nostra democrazia parolaia e cinematografica, sostenuta da una retorica di regime senza limiti e pudori. Guy Debord, se rinascesse in questa Scampia, riscriverebbe, con più angoscia, la sua “Società dello spettacolo”.
Mentre le autorità celebravano i fasti del nulla, un camorrista vero – denuncia Davide – fregava lo Stato-performer dileguandosi e riconsegnandosi a mamma-camorra. E i clan? Si sono fatti un regalo di due giorni di ferie per poter essere più forti e aggressivi. Grazie Davide per aver aperto gli occhi della critica ai noi e ai nostri lettori e per averci ricordato che la lotta contro il crimine è fatta di impegno silenzioso, costante, umile. Un impegno che è tanto più vero nella misura in cui evita riflettori e platee, fossero anche quelle allestite dal nostro Stato ormai goffo e allo stremo.
 *

Maxi operazione delle forze dell’ordine a Scampia. Trecento poliziotti e trecento carabinieri, due elicotteri, uno della polizia e uno dei carabinieri per par condicio, unità cinofile, artificieri, vigili del fuoco e Asia, chissà se anche loro per una volta armati. Risultato dell’operazione: 4 arresti, uno per spaccio, l’altro per evasione dai domiciliari, uno per false generalità fornite agli agenti, e uno per detenzione di proiettili. La montagna ha partorito un topolino, verrebbe da pensare. Fosse stata un’operazione onesta, andata maluccio visto il dispiego di mezzi, magari si sarebbe chiesto un dignitoso silenzio da parte della stampa. Ci si sarebbe ritirati con la coda fra le gambe, magari bestemmiando e sperando in un’altra operazione più fruttuosa per la giustizia e la credibilità dello Stato, soprattutto incerti territori. Soprattutto se, nel frattempo, non fosse corsa anche la notizia della scarcerazione di Antonio Magnetti per mancanza di indizi, uno dei capi clan che ha fatto repentinamente perdere le sue tracce. Non è certo perché uno spacciatore da quattro soldi, un evaso dai domiciliari, uno che tra un quarto d’ora sapremo chi è un deficiente venuto a piazzare quattro pallottole, non è che perché questi signori sono andati in galera che noi dovremmo sentirci tutti più sicuri e più fiduciosi. Siamo seri per favore. La rassegna stampa sulla notizia della maxi operazione ha, incredibilmente, una sola voce: lo Stato è presente, lo Stato ha dimostrato che certi fortini dello spaccio e della malavita non sono inespugnabili. Dal Mattino alla Repubblica è tutta una descrizione dei mezzi e degli uomini impegnati, delle dichiarazioni entusiaste dei vari capi delle forze dell’ordine: ”È un’azione di straordinaria importanza – commenta soddisfatto il prefetto Andrea De Martino – quella che stanno portando avanti le forze di polizia insieme anche ad altre istituzioni dello Stato. È una strategia che punta ad abbattere i simboli della protervia e dell’arroganza della camorra e a restituire alla comunità residente, ai cittadini onesti ogni angolo del loro quartiere”.
Sarà, caro prefetto De Martino, ma per ora i tutori dell’ordine hanno anche abbattuto la porta dell’ascensore riparata per evitare che i bambini giocandoci attorno si potessero fare male. Un calcione ben assestato l’ha buttata giù senza motivo evidente e nessuno l’ha rimessa a posto. Questo sì, questo sfregio sì che è stato restituito subito ai cittadini onesti del quartiere!
Scampia assediata da un numero esagerato di agenti, controlli, disordine, caos e il codazzo di giornalisti e fotografi, molti dei quali a Scampia non ci avevano neanche mai messo piede. Tanto rumore per nulla. O meglio, non proprio nulla a ben vedere.
Prima di tutto un po’ di scena, un po’ di Gomorra che non stona mai. La retorica del blitz, il vecchio teatrino della volante a sirene spiegate, qualche scena dal vivo in stile La Squadra che emoziona sempre gli spettatori.
Il fumo negli occhi di un falso movimento che in realtà è blocco di ogni azione veramente anticamorristica. La comunicazione di massa al servizio del potere e non dello Stato che è un’altra cosa, senza un minimo di coscienza critica.
Nessun giornalista ha osato scrivere, e forse a questo punto neanche pensare, che forse tutto questo non serve a nulla o a poco, che non ha portato a nulla visti anche i mezzi e i costi di questa operazione. Nessuno ha sottolineato che nelle stesse ore in cui si rastrellava Scampia un boss della camorra tornava in libertà e subito faceva perdere le proprie tracce. Nessuno si è chiesto se aggredire così non la camorra, che non ha subito nessuno smacco, ma un territorio con la sua gente, uomini donne e bambini, generi fiducia e speranza o il contrario, la rassegnazione e la rabbia. Guardate il video e le foto scattate in questo blitz pubblicate dal Mattino e da Repubblica, ma anche altri giornali locali.
C’è il poliziotto in posa mitra in mano e sullo sfondo Scampia, quella solita delle Vele dell’immaginario collettivo. In una foto questo poliziotto posa, sempre mitra in mano, a fianco ad una scritta sul muro “essere camorrista fa schifo”. Sembra una pubblicità progresso, grottesca e infantile. Guardate anche la foto dei tre carabinieri sul balcone e una bambina in mezzo a loro seminuda.
Nessun rispetto per nessuno.
Scampia ormai è un set cinematografico dove farsi immortalare in una
mitica impresa, per far correre giornalisti (come quel signore iperattivo di Sky) con le telecamere a fare carrellate che rendono scenografiche ed epiche azioni che in realtà danno scarsi risultati, anche se questo, tutto questo va a scapito di chi ci vive e si vede aggredito da volanti, controlli, presunzione e presa in giro. Perché diciamolo chiaramente, tutto questo è una presa in giro. Lo sano i poliziotti, lo sanno le persone e lo sa prima di tutto la camorra, che se la ride e che, evidentemente, aveva fatto un piano ferie per questi tre, quattro giorni in cui ha chiuso l’esercizio commerciale dello spaccio a Scampia. In fondo anche Dio il settimo giorno si è riposato. Inoltre il commercio può anche spostarsi in altri luoghi temporanei, magari a distanza di un paio di palazzi. Quando si dà un colpo vero alla camorra basta una macchina della polizia diretta nel tale posto noto a tutti dove vive nascosto ma visibile un capo, un ordine di arresto, un paio di manette e poche parole.
Lo Stato è una faccenda seria, non un teatrino urlante e pericoloso.
Pericoloso perché affonda la speranza di poter vivere in modo civile,
perché prima illude e poi delude, perché ci si sente un po’ presi in giro gratuitamente. Lo Stato e le istituzioni devono prima di tutto tutelare le persone e il territorio, non abbattere porte e lasciarle così, non fare propaganda sulle spalle della gente che vive ogni giorno la malavita e resiste in modo serio e quotidiano. Ma pare che a Scampia ci possiamo anche permettere questo e anzi è segno di presenza. Può essere uno sfregio un segno di presenza?
Quale presenza?
Quale il messaggio?
Perché propagandare questo flop poliziesco come un successo?
Perché tanti, forse tutti si affrettano ad avallare questa teoria, quando la realtà dice tutto il contrario? A chi serve e a chi è rivolto questo tentativo di rassicurazione sociale? Non a chi abita a Scampia, e nemmeno a Napoli che le cose le conosce bene. Non a chi lavora quotidianamente nel disagio cercando di creare speranza e azione, queste sì armi micidiali contro la mentalità camorrista. Non giova ai tossicodipendenti che troveranno quello di cui sentono il bisogno in altre piazze e tantomeno giova a quelli di loro che verranno fermati e passeranno ore in interrogatori serrati quanto inutili. Non giova a chi cerca di fare vero giornalismo e vera informazione, che rimane voce sola seppur preziosa in un mare di mediocrità di pensiero e di scrittura. Non giova ai bambini sottoposti a queste irruzioni violente, sottoposti all’assuefazione alla presenza di armi, non importa di quale esercito se del bene o del male. Non giova a chi cerca di servire lo Stato seriamente, senza pagliacciate, senza fumo negli occhi, senza prendere in giro la gente. Quelli che arrivano una mattina e arrestano un boss, e i bambini immaginano che la pistola sta nella fondina, anche se non la vedono. A chi è diretta allora questa giostra urlante? All’opinione pubblica lontana, quella televisiva, quella che si può imbonire con questi spot, quella che si accontenta e pensa ancora che la camorra sia solo a Scampia e si beano ancora della loro villetta che è così lontana da quella realtà.

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Commenti (18)

  • paolo chiariello

    Caro signor Cerullo, anche su questo sito ritrovo insulti gratuiti vomitati addosso a quel signore di sky (che sarei io) apparentemente senza alcun motivo. Ancora una volta leggo di “aggressioni delle volanti della polizia” e altre espressioni che solo una rabbia per qualche torto (ci dica quale) che ritiene le sia stato fatto (da chi porta la divisa o dal sottoscritto che l’ha mandata a quale paese quando l’ha vista un po’ alterato insultare tutto e tutti perchè c’era troppa polizia per le strade di Scampia?) le fa esprimere con un linguaggio che uno non si aspetta da una persona con maggiore equilibrio. Capisco che quel che accade a Scampia le brucia dentro, la tocca sul vivo, ma non capisco l’insulto alla mia professionalità. Sono tra i giornalisti in assoluto che ha seguito meno i blitz a Scampia e l’ha fatto quando ha colto il pericolo di una nuova faida (cosa purtroppo accaduta). La prego ci spieghi quale è il fine per cui mi ritrovo all’improvviso oggetto delle sue illazioni e offese. Lei che dice di cercare la verità, come la cerca questa verità? Offendendo un giornalista e riducendo l’affare Scampia ad un’aggressione quotidiana della polizia contro il quartiere? Quando vorrà possiamo discutere anche per ore, ma la prego la smetta di fare il santino di Scampia e l’antimafioso di professione. E quando scrive, e lo fa per esprimere idee anche non condivisibili, sia chiaro, faccia nomi e cognomi…. non sia criptico con espressioni del tipo “quel signore iperattivo di sky” che altrove lei chiama Paolo Chiariello, usando un metodo che non mi piace. A me questo suo modo di fare informazione e contro-informazione non mi piace, un po’ mi preoccupa, fa paura. C’erano quel giorno a Scampia 30 telecamere e 40 giornalisti. Lei ricorda solo “quel tipo iperattivo di sky” o come scrive su un altro sito web “quel Paolo Chiariello di Skytg24”. O lei era un mio fan e l’ho delusa oppure c’è dell’altro. In ogni caso spieghi, anche in privato, perchè usa metodi che non vorrebbe fossero utilizzati su di lei?

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  • Franco

    Facile per il buon Cerullo pontificare da chissà dove su quello che accade a Scampia dove non vive da anni. Semplice per il non più giovane ex pusher (che sapeva bene come funzionava il sistema della droga a Scampia) regolare qualche conticino con le forze dell’ordine (che si fanno il culo tutti i giorni, non solo quando ci sono i giornalisti) usando questa aurea di verginità che si è comprato facendo l’antimafioso di professione. Avrebbe potuto insistere con onestà su molte cose che conosce e che tace, noto invece che trova sempre più spazio su giornali e sul web solo se vomita accuse inverosimili addosso a chi porta la divisa (e lo infastidiva) e ai suoi amici giornalisti. Ed è un peccato davvero che ci sia chi gli crede a scatola chiusa. E’ una cosa allucinante. Solo il giornalista Paolo Chiariello di Sky finora gli ha spiegato la differenza tra veleni e verità. E credo abbia fatto capure bene a Cerullo che la penna va usata bene perchè fa più male della camorra quando si scrivono bugie e quando la si usa come arma per regolare conti. Con rispetto. E con lo schifo di chi per quattro soldi deve farsi pure sputare addosso da chi si è comprato una verginità e dunque pontifica….

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  • davide cerullo

    “Il maresciallo mi umiliava mettendo in mezzo il mio passato per farmi stare zitto…Non rieducano, cercano di inchiodarti da dove sei riuscito a venire fuori” (dai Racconti Siciliani di Danilo Dolci)

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  • Mauro

    Poche settimane fa ero con Davide alle Vele e scattavo foto…con noi c’era Pulcinella, un poeta, due tammorre, una ballerina e molti bambini. E c’era la gente di Scampia, l’altra gente, quella che resiste, quella che vorrebbe uno stato forte con i forti e non con i deboli, gente che non vuole uno stato che crea dei ghetti e poi pretende di risolvere tutto con dei blitz. Davide è un grande fotografo ed io, col mio stile, mi sforzo di seguire le sue orme… Quel giorno c’era una camionetta della polizia ferma in quella piccola aiuola dove si regalarono tanti sorrisi ai bambini, ma i nostri obiettivi erano puntati su tutt’altro.
    Forza Davide, forza bambini, forza coloro che vi insegnano davvero a resistere con dignità.

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    • Anonimo

      Posso assicurare che Scampia è composta anche da
      brava gente, forse troppo poca, ma che potrebbe essere
      più numerosa e riprendere coraggio se la si smettesse di
      costruire ghetti, per cui tanti bambini sono costretti a
      stare in strada oppure vivere chiusi a chiave in casa, prigionieri
      del timore ossessivo da parte dei loro genitori
      per le cattive compagnie.
      Io posso garantire che, per dipingere il quadro di
      Scampia bisogna metterci anche il verde. Che, come
      tutti dovrebbero sapere, è il colore della speranza.

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  • stefania

    Ho visto le foto e mi hanno colpito per la mancanza di rispetto della gente, soprattutto dei bambini e ragazzi. E poi le pose dei poliziotti non so se siano più ridicole o da fare arrabbiare. mi è sembrato come tutto preparato nel messaggio che si voleva dare. Hai ragione, lo Stato è una cosa seria, la camorra un fatto serio e triste, che cosa c’entrano queste pagliacciate??! ora continuano a propagnadare questi quartieri come incurabili, da ghettizzare….la lotta si fa nel quotidiano, aiutando chi si adopera e chi resiste nell’onestà. Non ci prendano in giro!

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  • valerio simone

    una operazione spettacolo,e questi giornalisti assoldati!che vergogna! e tutto questo spreco di energie,mezzi e soldi! ma davvero è questo quello che ci serve contro la camorra o la mafia?è davvero questo che ci rassicura??! ci fosse un giornalista che si facesse venire un dubbio!so solo che c’è un quartiere sotto assedio e hanno beccato quattro disgraziati! e quanta arroganza!

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  • mammola

    non ci sino parole per quello che succede a scampia!Lo stato ha voluto ancora una volta dimostrare tutta la sua assenza, ed anzi con una grande “mossa anticamorra”muoversi come sul set di un film!lhanno ancora sbagliato!La vita della gente non ha bisogno di tutto questo e se non altro non eseguito in questo modo! Da cio’ tutte le testate dei giornali sia locali che nazionali sono andati a nozze nello scrivere e nel fotografare le azioni eseguite Scampia ! Mi piacerebbe,ma non sara’ possibile, interpellare questi pseudo giornalisti e chieder loro se hanno mai ascoltatole e scritto le parole che io ho sentito e letto dei bambini di Scampia! In loro c’e’ l’amore ,il sogno ,la voglia di riscattarsi di non vedere piu armi,spaccio! Vivere pensando al loro futuro in maniera molto diversa!Certamente questa ,del nostro Stato e dell’informazione ,non e’ la via percorribile!C’e’ voglia di verità , noi persone “normali” abbiamo voglia di farlo e nessuno potrà impedircelo !

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  • rosarina

    Sono d’accordo con le parole di Davide.Immagino lo scenario pur non essendo lì.Un’occupazione militare che non dà grossi risultati e la gente costretta ad esseer trattata tutta allo stesso modo solo perchè abitanti di un quartiere “difficile”.Ma dov’è la polizia gli altri giorni?e poi,se la memoria non mi inganna, non dissero proprio a Davide Cerullo i poliziotti che non potevano fare la festa per i bambini l’8 luglio 2012 (che poi la fecero lo stesso per fortuna) perchè avevano pochi mezzi per garantire la “sicurezza”? io vorrei più scuole,più strutture,più lavoro,più servizi sociali,più mezzi pubblici,più alternative!lo Stato deve dare possibilità sul territorio OGNI SANTO GIORNO!

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  • Gabriele

    Abbiamo tutti un gran bisogno di verità!!! E credo che a questa necessità risponda Davide con il suo articolo: i grandi quotidiani sono sempre e comunque asserviti a qualche “padrone”, curano per lo più gli interessi del loro Editore…e basta! Ma noi abbiamo bisogno di sapere come vanno realmente le cose. Non mi permetto di giudicare l’operato delle Forze dell’ordine e neppure le motivazioni che stanno alla base di questa operazione svolta con un dispiego di forze imponente, quasi che si dovesse conquistare militarmente Scampia piuttosto che fare una retata di camorristi. Sembra proprio che la montagna abbia partorito il topolino…qualche arresto, poca roba, niente che – almeno all’apparenza – giustifichi l’imponenza di questa operazione! Ora mi chiedo: ma questo Stato è mai possibile che in queste realtà abbia la sola e unica possibilità di fare interventi di questo genere? Perchè tra le tante strade sceglie sempre quella di mostrare i muscoli, con interventi militari o pseudotali che non potendo poi durare all’infinito non hanno mai l’effetto di risolvere stabilmente i problemi? Un giovane “missionario” che opera a Castelvolturno mi raccontava la stessa cosa: lo Stato si è manifestato a Castelvolturno inviando i soldati a presidiare le strade “..ma noi abbiamo bisogno di insegnanti, di strutture scolastiche ecc..e invece abbiamo i soldati..”. Mi vien da pensare quante cose si sarebbero potute fare con i soldi (temo tanti!) spesi per questa operazione militare. Provo ad immaginare quante borse di studio si sarebbero potute concedere ai ragazzi di Scampia per studiare presso Istituti Scolastici all’avanguardia, in Italia o all’Estero, offrendo a questi giovani la duplice possibilità di formarsi e allo stesso tempo di allontanarsi dal rischio costante di un arruolamento forzato nella Camorra, come unica possibilità di sopravvivenza.
    Uno Stato che si presenta sempre e comunque vestito da Rambo non riuscirà mai a riconquistare la sua gente.

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  • angelo

    mi piacerebbe sapere quanto ci è costata questa farsa! e poi chi hanno arrestato?quali beni hanno sequestrato?hanno fermato qualche boss? davvero mi piacerebbe sapere quanto costa un’operazione del genere e pensare a cosa si poteva fare con quei soldi di veramente diverso per questi quartieri!

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    • Davide Cerullo

      Quando ho scritto del blitz a Scampia volevo testimoniare dall’interno delle Vele quello che stava succedendo. Man mano che il blitz entrava nei confini e nelle case di Scampia, tra la gente e le sue giornate, io ho visto e vissuto quello che ho riportato. l’ho fatto con rabbia, perchè questo sentimento c’era e forte in me. Forse anche più forte di quando in passato dovevo nascondermi. Da cittadino che non deve più temere la legge, mi sento più arrabbiato perchè meno difeso dalle istituzioni. E’ strano ammetterlo,ma è così. Facile e banale dire che io mi scaglio contro le forze dell’ordine anche facendo riferimento al mio passato,come se io avessi conservato lo spirito di contrapposizione alle forze dell’ordine,come se stessi in Guardie e Ladri. Io mi scaglio contro l’assenza quotidiana delle forze dell’ordine, che a Scampia arrivarono dieci anni dopo l’insediamento delle Vele e il dominio ormai penetrante della camorra. A me sembra che quel ritardo non sia mai stato colmato.
      io vorrei che le testimonianze,come la mia, da parte dei giornalisti fossero accolte,approfondite, magari attaccate, ma lavorando di ricerca di verità. Vorrei un confronto sui contenuti,in modo serio per il bene di Scampia e non per la vanità offesa di pochi.

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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