Scandalo primarie Pd e Sel in Campania, irrompono i carabinieri

Scandalo primarie Pd e Sel in Campania, irrompono i carabinieri
di Vincenzo Russo

Sono arrivati anche i carabinieri alle primarie del Pd in provincia di Salerno. In un seggio, la lite tra un consigliere comunale e il presidente della sezione elettorale, è culminata con l’arrivo dell’Arma: il primo gridava contro presunte irregolarità, denunciando un numero di preferenze molto superiori a quelle dei votanti, e la presenza di schede precompilate. I militari hanno redatto una relazione di servizio, trasmessa alla Procura di Salerno, ma nessun procedimento potrà aprirsi in assenza di una querela delle persone offese, ipotizzando il reato di truffa. Una condizione di procedibilità al momento non verificatasi. Sono invece piovuti i ricorsi alla Commissione di garanzia regionale del Pd, da parte di chi è uscito sconfitto dalle urne. A Salerno il senatore Alfonso Andria ne ha presentati due per verificare irregolarità nelle operazioni di voto, entrambi respinti. Ma in tutta la Campania le primarie del centrosinistra registrano zuffe e accuse incrociate. A Roma iscritti al Pd hanno inviato segnalazioni su quanto avvenuto a Melito, in provincia di Napoli, dove si lanciano sospetti su voti in cambio di soldi. A Giugliano, grosso comune della cintura nord del capoluogo, nuove denunce sulla discrepanza tra votanti e schede nell’urna. Un’accusa mossa dalla senatrice Anna Maria Carloni, moglie dell’ex governatore Bassolino, che ha contestato anche il mancato riconoscimento del proprio rappresentante, nonostante l’accredito. Il voto nel collegio di Ercolano, addirittura, è stato annullato dalla commissione di garanzia regionale. Nel napoletano il Pd deve fare i conti con l’anomalia della percentuale record dei votanti: alle “parlamentarie” sfiora il 90%, ribaltando le previsioni sul calo fisiologico rispetto alle primarie per eleggere il candidato premier del centrosinistra. Nelle principali città italiane il dato sull’affluenza, infatti, si attesta al 30% in meno. Anche Sel però ha le sue grane. “Abbiamo provato con tutti i mezzi a nostra disposizione a far rispettare le regole in Sinistra Ecologia e Libertà. Non c’è stato nulla da fare” protestano i candidati Tonino Scala e Gianpaolo Lambiase. I due, subito dopo lo spoglio, avevano presentato ricorso contro le operazioni di scrutinio delle schede. Sotto accusa i seggi di San Giorgio a Cremano e Portici. Scala, infatti, prima dello spoglio delle schede di questi seggi era al terzo posto della graduatoria.
“Nemmeno l’intervento ed il voto contrario di Salvatore Vozza in presidenza nazionale – raccontano Scala e Lambiase – è servito a far ragionare il gruppo dirigente. La scelta della Direzione Nazionale di chiudere la “vicenda” così rapidamente senza “approfondire” ed indagare su episodi che possono mettere in dubbio la credibilità dell’intero Partito, lascia perplessi!”. Eppure, il leader Vendola ha liquidato la questione parlando di “fatti marginali, ma verificheremo. Per noi è tutto regolare, in due o tre casi abbiamo annullato la votazione, ma sono pochi casi su migliaia”. Al governatore pugliese si sono rivolti anche i militanti del circolo di Pagani, denunciando “oscenità”, perché sarebbero stati “ammessi al voto, in seggi di Salerno, persone che non rientrano nelle categorie di cui al nostro regolamento, ed in seggi “gestiti” da dirigenti provinciali del nostro partito”. In provincia di Caserta, il deputato Pd Stefano Graziano ha presentato ricorso dopo che a Sant’Arpino il voto non è stato omologato: il presidente di seggio era fuggito e aveva denunciato di essere stato rapinato dei registri. Il renziano Carlo Marino ha chiesto chiarimenti al segretario provinciale facente funzioni, Ludovico Feole: alcuni iscritti segnalano che non tutti i votanti avrebbero pagato i due euro necessari per esprimere il consenso, e inoltre dai registri sono state cancellate persone che si erano recate al voto nelle consultazioni per la premiership. Altra presunta anomalia a Marcianise: il numero di votanti (1322) farebbe credere che ognuno di loro avrebbe impiegato 38 secondi a completare l’operazione, tra presentazione, riconoscimento, registrazione, voto effettivo e deposito nell’urna. Veleni anche in Irpinia, dove la renziana Roberta Santaniello denuncia manifeste irregolarità in diversi circoli della provincia. “Mi sento l’unico volto pulito che ha concorso in queste primarie” attacca la candidata.

Irregolarità e brogli alle Primarie del Pd, ma il partito tace

redazioneIconfronti

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