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Scandalo rifiuti: vi racconto cosa sono la SMA e il Sistema De Luca

Scandalo rifiuti: vi racconto cosa sono la SMA e il Sistema De Luca
di Fausto Marrone *

MorroneRitengo che sia doveroso per me, che sono stato il segretario generale della CGIL, consigliere comunale e, infine, Responsabile della prevenzione della corruzione di SMA Campania (azienda coinvolta dai video di Fanpage), esprimere un giudizio, sereno e rigoroso, sulle disgustose vicende campane che stanno venendo alla luce in questi giorni e anche rivelare aspetti di cui sono stato direttamente protagonista.
Ovviamente, apprezzo moltissimo il coraggio e il talento dimostrati dai giornalisti di Fanpage e mi sento vicino alla giornalista Gaia Bozza, tanto pesantemente minacciata e ingiuriata.
Per aver conosciuto molto da vicino questo sistema di potere, e il clima intimidatorio posto a tutela dello stesso, riesco a capire perfettamente il suo stato d’animo. Perciò non penso che sia esagerato accostare la reazione minacciosa e violenta dei fan deluchiani, non solo in questa occasione, con l’aggressione ai giornalisti Rai ad opera degli Spada di Ostia.
Tuttavia, osservo, non stupito, che persistono frange di giornalismo e intellettualismo, in preda allo sconforto e dediti a una sfibrante fatica, nell’intento di analizzare i fotogrammi dei video di Fanpage ad uno ad uno, nella ricerca di risposte certe circa l’esistenza di reali prove a sostegno dell’azione penale, volte a placare il loro scetticismo.
Eppure tutti i commentatori ricordano che il capostipite di questa dinastia di origini lucane non è la prima volta che fa parlare di sé, per il suo coinvolgimento diretto o indiretto in vicende brutte e opache che hanno dato vita a inchieste e processi (finanziamenti Campania libera, termovalorizzatore, Crescent, pavimentazione Piazza della Libertà, pressioni sul Giudice Anna Scognamiglio, impianto di compostaggio, il comizio sull’importanza delle “fritture”, le varie procedure e condanne della Corte dei Conti).
E poi, non c’è opera pubblica di rilievo, appaltata dal Comune di Salerno all’epoca del suo sindacato, che non sia stata infiltrata da aziende di camorra.
Se il padre non si è fatto mancare niente, i figli ci hanno messo del loro per aumentare la “popolarità” del medesimo a livello nazionale: il primogenito, attuale candidato al Parlamento, accettando consulenze da imprenditori in affari con il Comune e poi con il rinvio a giudizio per bancarotta fraudolenta; il secondogenito con la vicenda che lo ha riguardato in questi giorni.
Tanto premesso, a noi non spetta arrovellarci il cervello nell’intento di stabilire se sussistono le prove di un reato: a questo devono pensare i magistrati.
Io penso, invece, che tutto quanto ho ricordato sbrigativamente poc’anzi, unitamente a quanto sta emergendo in queste ore, basti e avanzi per un giudizio politico, etico e morale definitivo.
Inequivocabilmente è possibile rilevare, con tutta evidenza, che i progetti, i contraenti prescelti dal secondo comune campano e dalla Regione, sono frutto di decisioni e relazioni nella disponibilità esclusiva dei componenti della dinastia De Luca: non c’è sindaco, assessore o dirigente che possa interferire; il compito di questi ultimi è eseguire i comandi di Vincenzo, Piero e Roberto.
In sintesi, è la consegna delle istituzioni nel salotto o nella cucina di una casa privata.
E vengo alla situazione registratasi nella SMA Campania: azienda nella quale ho svolto, fino al 31 dicembre scorso, le funzioni di Responsabile della prevenzione della corruzione.
Conosco perfettamente i personaggi coinvolti nella triste e disgustosa vicenda raccontata dai giornalisti di Fanpage.
Iacolare e Di Domenico sono stati nominati dall’attuale Presidente della Regione, non per affinità politiche, ma unicamente perché pronti a servire il sistema di potere deluchiano.
Nella mia qualità ho segnalato una serie lunghissima di anomalie gestionali gravissime alla Regione Campania e all’ANAC.
La prima, pur essendo il socio unico della societĂ , con ampi doveri di controllo sulla medesima, non ha mai dato corso ad alcun accertamento.
L’Autorità, invece, mi convocò nel marzo 2016 a Roma e si fece raccontare nel dettaglio le varie irregolarità che avevo riscontrato e che formalizzammo, poi, in un verbale.
Solo nell’ottobre dello stesso anno fu inviata l’ispezione della Guardia di Finanza, di cui parla Raffaele Cantone nell’intervista odierna a Il Mattino.
Ispezione che si concluse senza che le fiamme gialle potessero acquisire una serie di documenti, perché gli stessi furono stranamente trafugati in un furto in azienda, quanto mai tempestivo, la cui refurtiva risultò essere quasi esclusivamente materiale cartaceo.
Anche sulle mie segnalazioni successive a questi ulteriori fatti non ho mai registrato riscontri formali dall’ANAC e dalla Regione Campania.
Pure per questo mi sarei aspettato da Raffaele Cantone una severa autocritica sulla funzionalità dell’ANAC, piuttosto che la presa d’atto che la camorra gestisce ancora il ciclo dei rifiuti e, in particolare, lo smaltimento di quelli pericolosi, nella piena consapevolezza e compartecipazione della politica, e che nelle aziende pubbliche si ruba in modo diffuso e sconsiderato.
Neppure il fatto che la SMA avesse gli ultimi cinque bilanci non approvati ha smosso la Regione dalla sua pigrizia.
Alla luce di tutto ciò, senza considerare che le inchieste di questi giorni promettono di scoperchiare ulteriormente il sistema dinastico deluchiano, che cosa deve succedere ancora per considerare conclusa un’esperienza di governo che è durata più di un quarto di secolo?
Parlo di decisioni politiche e non di provvedimenti giudiziari.
Quanta vergogna e umiliazione deve essere ancora gettata sulle istituzioni repubblicane?
In un paese normale, ma anche nel nostro, seppure in periodi storici in cui l’onorabilità in politica era ancora importante, avrebbero consegnato le loro dimissioni irrevocabili padre e figli e avrebbero lasciato libere le istituzioni e il loro partito.
Sono, ovviamente, disilluso rispetto a questa autonoma decisione, e allora spetta ai partiti, al sindacato, alla società civile mobilitarsi, inducendo a una presa di coscienza chi ha dato pessima prova di sé.
Dobbiamo sottolineare che è disgustoso l’atteggiamento di una Regione che ricusa gli amministratori solo dopo lo scandalo pubblico, nel mentre chi la governa, pure attraverso i propri figli, continua a rimanere al suo posto, in attesa che il popolo dimentichi tutto, com’è già successo tantissime volte.
La sinistra, quella che io ho nel cuore, la immagino ferocemente e apertamente contro queste degenerazioni politiche e contro ogni potere dinastico: senza tentennamenti, diplomazia o conformismo, per cambiare in modo radicale questo paese caduto in un declino etico e morale senza paragoni.
Al momento, purtroppo, non vedo nessuna traccia persuasiva di essa.

*già segretario generale della Cgil di Salerno 

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Commenti (1)

  • giulio

    Sono sconcertato di questa vicenda venuta fuori semplicemente perchè un ex pregiudicato (sia pure in una maniera poco ortodossa) si è infiltrato e ha scoperchiato il bubbone: Più che criticare Fanpage bisognerebbe fermarsi al merito della questione: Esiste o non esiste la corruzione? E quelle scabrose telefonate sono vere o fasulle? Ecco, questo è il punto: Il resto sono discussioni accademiche.
    giulio

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