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Scatta da sabato la sanatoria per regolarizzare gli immigrati irregolari

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Ancora pochi giorni e poi si darà il via alla nuova “sanatoria” per gli immigrati irregolari.
di Barbara Ruggiero
L'avvocato Angrisani, presidente dell'Associazione Alec

Ancora pochi giorni e poi si darà il via alla nuova “sanatoria” per gli immigrati irregolari.
A partire dal 15 settembre e fino al 15 ottobre, i datori di lavoro potranno accedere alla sanatoria varata con il decreto legislativo 109/2012 per regolarizzare i lavoratori immigrati alle loro dipendenze che sono sprovvisti del permesso di soggiorno.
Ci sarà, dunque, un mese di tempo in cui i datori di lavoro potranno, attraverso un semplice iter burocratico, e senza tetti numerici, regolarizzare gli immigrati che sono alle proprie dipendenze.
Abbiamo parlato della nuova “sanatoria” con l’avvocato Alfonso Angrisani (foto), da anni al fianco degli immigrati, presidente dell’Associazione Alec (Associazione Lavoratori Comunitari ed Extracomunitari).
Avvocato, tra pochi giorni parte la regolarizzazione dei lavoratori immigrati. Chi può essere regolarizzato?
Sono interessati dal provvedimento tutti i cittadini extracomunitari che vivono in Italia dal 31 dicembre 2011. Io dico che questa regolarizzazione è una sanatoria mascherata. Parliamo comunque di immigrati che non sono regolari e beneficiano in larga parte dei decreti flussi che prevedono quote fisse, per cui non tutti riescono ad arrivare nel nostro Paese. Un’altra strategia per arrivare in Italia è quella del permesso turistico. Per un mese, a partire dal 15 settembre, c’è la possibilità di avere il permesso di soggiorno in Italia per motivi di lavoro subordinato. E questa è anche un’occasione importante per chi volesse convertire varie posizioni lavorative. I lavoratori domestici sono i casi più semplici delle regolarizzazioni previste da questa finestra normativa.
Chi non può presentare domanda di regolarizzazione?
Sono coloro che, negli ultimi cinque anni, sono stati condannati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, sfruttamento del lavoro, e per reati connessi allo sfruttamento della prostituzione o dei minori da impiegare in attività illecite… Io avrei aggiunto anche quelli che commettono reati di spaccio o contro il patrimonio.
Il datore di lavoro è colui che può regolarizzare. Un immigrato irregolare da solo non può farlo, giusto?
Formalmente è il datore di lavoro che regolarizza, versando il contributo forfettario previsto dalla legge. In sostanza sono chiaramente i lavoratori a effettuare la regolarizzazione.
Si parla spesso di giro di vite previsto dal Decreto legislativo 109/2012, di legislazione italiana che in materia di immigrazione deve adeguarsi a quella europea. In termini pratici, cosa significa?
Dietro questi provvedimenti legislativi c’è un excursus storico che parte nel 2002. Anche in quella circostanza, quando fu fatta una delle ultime sanatorie, l’Unione Europea chiese all’Italia di adeguarsi alla normativa europea. Noi oggi parliamo di regolarizzazione. Ma in pratica, questa è una nuova sanatoria, mascherata da regolarizzazione.
Secondo lei questa sarà l’ultima “sanatoria” della storia in Italia?
Non credo che questa sarà l’ultima sanatoria. Dicevano la stessa cosa nel 2002 e nel 2009… per me sarebbe stato molto più giusto stabilire un contributo forfettario di cinquecento euro anziché di mille per consentire a più persone di essere regolarizzate. Non vorrei essere impopolare, ma queste sanatorie portano comunque bei soldi nelle casse dello Stato!
A cosa va incontro chi non regolarizza i propri dipendenti?
Il datore di lavoro, se scoperto, va incontro a sanzioni disciplinari.
E il clandestino cosa rischia?
Un decreto di espulsione.
Spieghiamo materialmente come si regolarizza un immigrato non regolare.
Basta andare, dal 15 settembre al 15 ottobre allo sportello territoriale per l’immigrazione con tutti i documenti necessari dopo aver versato la somma prevista con il modello F24. Esistono sportelli appositi per fare queste operazioni. Io suggerisco sempre di rivolgersi alla Caritas o ai patronati. L’importante è stare ben attenti a non incappare nei faccendieri che solitamente approfittano di queste situazioni.

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