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Scegliere Gesù significa rompere col passato

Scegliere Gesù significa rompere col passato
di Michele Santangelo

5QU-A-bnLa parola “Vangelo”, ormai sono moltissimi a saperlo, significa “buona notizia”. E possiamo anche dire che sempre la Parola di Dio è una buona notizia. Lo erano gli annunci dei profeti nel Vecchio testamento, buona notizia erano gli insegnamenti di Gesù mentre percorreva, in vita, le vie della Galilea, dove “passò sanando e beneficando tutti”, come racconta Matteo nel suo vangelo, e sono buona notizia le predicazioni dei primi discepoli di Gesù e di tutti quelli che si sono succeduti nella storia e che hanno annunciato e continuano ad annunciare con sincerità Lui e il suo messaggio. In questa V domenica di quaresima, verso la fine del cammino di preparazione alla celebrazione della Pasqua, la parola di Dio ritorna sul tema della misericordia di Dio che, com’è noto, è l’idea guida di quest’anno giubilare. Così il brano del profeta Isaia celebra con accorate parole il ritorno degli Ebrei dall’esilio di Babilonia. Per essi il Signore non aveva esitato ad aprire “una strada nel mare e un sentiero in mezzo ad acque possenti” e per questo li invita a non avvitarsi nei ricordi del passato, che potevano bloccare la loro fiducia e rubare loro la speranza. L’infinita bontà del loro Dio avrebbe provveduto ad operare nuove meraviglie, facendo sorgere acqua nel deserto e fiumi nella steppa per dissetare il suo popolo. La conversione consiste proprio in un taglio deciso con il passato, qualunque esso sia stato, la cui nostalgia, o anche terrore se è stato oscuro, può bloccare l’uomo, togliendogli la forza di sperare, di progettare un futuro diverso. Davanti abbiamo sempre la misericordia di Dio Padre che ci aspetta per colmarci ancora dei suoi doni, come ci ha insegnato la parabola del figliuol prodigo la settimana scorsa. A leggere con attenzione il brano della lettera di S. Paolo ai Filippesi, ci viene insegnato come ci si converte. Sicuramente, è fondamentale la partecipazione personale all’iniziativa che parte sempre da Dio, iniziativa che non è sempre traumatica come avvenne per l’Apostolo delle genti; l’invito alla conversione può giungere attraverso svariati modi: può essere la buona parola dell’amico, una occasione fortuita che fa riflettere sul vero valore dell’esistenza, e tante altre circostanze, non escluso il degrado morale personale e sociale, come accadde per il figliuol prodigo e come insegna l’episodio della donna adultera considerato nella liturgia di questa domenica, perché nulla può ostacolare l’infinita misericordia di Dio. Una cosa è certa, l’incontro con Cristo produce una rottura profonda col passato, il mondo che ci circonda viene valutato e guardato con occhi nuovi, si comprende la vera dimensione dell’esistenza e ci si rende conto che la salvezza viene da Dio. Di mezzo c’è sempre la sua misericordia. Il punto d’arrivo dell’insegnamento di Gesù è sempre lo stesso e per indicarlo il Maestro, domenica scorsa aveva fatto ricorso ad una parabola, quella del figliuol prodigo, con la quale esortava ad avere sempre fede nell’infinita misericordia del Padre celeste, che ama prima di essere amato. Con l’episodio dell’adultera passa alla pratica: accorda tutto il suo perdono alla donna che gli scribi e i farisei strategicamente e maliziosamente gli avevano presentato “per metterlo alla prova”, loro, i custodi inflessibili della legge di Mosè, infastiditi soprattutto dal fatto che “tutto il popolo andava da Lui. Ed Egli sedette e si mise a insegnare loro”, dicendo cose non in linea con quella legge. Dopo aver tante volte ricordato la grandezza della misericordia divina che ancora una volta si manifesta al cospetto della donna adultera: “Nessuno ti ha condannata?». …. «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più», non si può sottacere la grande lezione per tutti di umanità, di equità, di prudenza e di compassione impartita da Gesù. Egli non condanna la povera donna, ma non pronuncia neppure un’esplicita condanna nei confronti di coloro che l’avevano condotta lì per lapidarla; a questi può bastare l’interiore umiliazione per aver dovuto riconoscere di essere anch’ essi peccatori: “Chi è senza peccato, scagli la prima pietra: “Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani”. Gesù non nega il giudizio di Dio, ma vuole che prima di caricare gli altri di pesanti fardelli, ciascuno operi una profonda revisione su se stesso, ma non per alimentare scoraggiamento e tristezza ma per guardare avanti con fiducia. Sulla strada della conversione non saremo mai soli: “Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”.

 

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