Dom. Lug 21st, 2019

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Sciopero al Corsera che domani e dopodomani non sarà in edicola

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Giornalisti contro la ristrutturazione che prevede tagli agli stipendi e 110 pre-prensionamenti

sede_CorrieredellaSera«Il piano dell’azienda è suicida». Senza mezzi termini i giornalisti del Corriere della Sera commentano il piano di ristrutturazione presentato dall’azienda Rcs e proclamano per oggi e domani uno sciopero di due giorni. Il quotidiano non sarà in edicola domani e dopodomani; oggi e domani anche il sito non verrà aggiornato.
La due giorni di sciopero è stata indetta dopo che Rcs ha messo nero su bianco le sue richieste tra cui: azzeramento integrativo aziendale, l’annullamento di tutti i benefit aziendali che spettano alla redazione, chiusura delle sedi estere e 110 prepensionamenti in tre anni.
Il comunicato sindacale dei giornalisti del Corriere spiega chiaramente le motivazioni dello sciopero e respingono «il piano di ristrutturazione presentato ieri dalla direzione aziendale che prevede una riduzione dell’organico di 110 giornalisti su un totale di 355, il taglio di parti rilevanti delle retribuzioni effettive, la possibile vendita di sedi e riduzioni di pagine. Meno giornalisti, meno risorse significano semplicemente un Corriere meno autorevole e meno autonomo. Il piano dell’azienda – spiega il comunicato – di fatto sfigura il primo quotidiano italiano (stando agli ultimi dati di diffusione) e appare addirittura suicida, visto che il Corriere tuttora presenta i conti in attivo e solo qualche giorno fa ha assunto due giornalisti. Il Comitato di redazione ha sempre accettato di discutere con l’azienda su come razionalizzare i costi e, soprattutto, su come aumentare i ricavi».
«Quello presentato ieri – spiega il Cdr – non è un piano di ristrutturazione, ma semplicemente un grossolano e inaccettabile intervento che mira alla distruzione del Corriere della Sera. Il Cdr continuerà a denunciare come alcune politiche aziendali (ad esempio l’acquisto del gruppo editoriale spagnolo Recoletos, che ha causato centinaia di milioni di debiti) abbiano portato all’attuale situazione della Rcs MediaGroup. Senza quelle scelte il gruppo avrebbe le risorse necessarie per affrontare la crisi. Il difficile momento che attraversa il settore dell’editoria – conclude Rcs – richiede azionisti e manager all’altezza di un giornale come il Corriere della Sera».

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