Sciopero degli edicolanti rinviato a dopo le elezioni

edicolaSinagi, sindacato degli edicolanti affiliato a Slc Cgil, rinvia ad altra data lo sciopero proclamato inizialmente nei giorni 24,25 e 26 febbraio.
La notizia arriva da Massimo Cestaro, segretario generale del sindacato, che spiega in una nota le motivazioni del rinvio dello sciopero, auspicando una grossa attenzione sull’intero settore dell’informazione da parte del prossimo Governo.
«La decisione – spiega Cestaro – è maturata dopo l’incontro con il Prefetto di Roma che, in una nota, riconosce il ruolo di servizio pubblico svolto dalla categoria nel garantire il pieno rispetto dell’articolo 21 della Costituzione».
Per il segretario generale del sindacato «appare non rinviabile un confronto che dovrà avvenire rapidamente con il nuovo Governo, teso a definire regole certe per tutto il sistema dell’informazione, dalla carta stampata all’informazione digitale, all’emittenza pubblica e privata; dal mercato pubblicitario alla regolazione dei conflitti di interesse. Se il nostro Paese avesse già norme e regole su un terreno così delicato com’è quello dell’informazione – conclude il sindacalista della Slc Cgil – anche la vendita de La 7 avrebbe sollevato molti meno dubbi. Pertanto, apprendiamo con favore la nota del candidato premier Pierluigi Bersani che, proprio in relazione allo sciopero degli edicolanti, rileva che l’intera filiera dell’industria dell’informazione dovrà essere al centro dell’attenzione del nuovo esecutivo».
Il Prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, aveva incontrato nella giornata di ieri i rappresentanti della categoria e, con una nota, aveva chiesto loro di rinviare lo sciopero per la concomitanza con le elezioni politiche che si svolgeranno il 24 e 25 febbraio.
Nei giorni scorsi anche il Garante degli scioperi era stato chiamato a pronunciarsi sulla questione. «La legge non prevede tale attività tra i servizi pubblici essenziali, quindi l’Autorità non può pronunciarsi in merito» – aveva chiarito la Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero dei servizi pubblici essenziali via Twitter.

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