Scuola, che beffa. Docenti assunti dopo anni ma senza stipendi

Scuola, che beffa. Docenti assunti dopo anni ma senza stipendi

Docenti assunti il 1 settembre 2011 ma con decorrenza economica del 1 settembre 2012. Tecnicamente si chiamano «assunzioni con presa di servizio differita». Questi docenti hanno firmato un contratto cartaceo, come si fa sempre quando si assume una persona, la scuola, poi, si deve occupare di introdurre nel sistema del Miur – il Sidi – i dati del contratto, il numero, codice fiscale, indirizzo, Iban bancario, tutto ciò che serve e che viene inviato al «Service personale tesoro» (Stp) per ottenere lo stipendio. La procedura quest’anno le scuole non l’hanno potuta fare. A quanto pare perché il Miur non ha attivato questa funzione telematica. L’11 settembre 2012 è arrivata la comunicazione che per le «assunzioni con presa di servizio differita» non «è stato attivato il flusso verso Spt dei contratti di immissione in ruolo con decorrenza giuridica 1 settembre 2011». E ancora resta a carico degli UST (uffici scolastici territoriali) o delle istituzioni scolastiche la trasmissione cartacea dei suddetti contratti alle ragionerie territoriali. Insomma, si tratta di mille docenti campani, freschi di nomina, che sono senza stipendio (circa diecimila in tutta Italia). Non c’è stato un euro a settembre. E ottobre, almeno ad oggi, la situazione non si è ancora sbloccata. Tutto sta nella mancata comunicazione tra le diverse amministrazioni, in questo caso Miur e ministero del Tesoro. Due le circolari dell’Istruzione che hanno generato confusione e che soprattutto sono ben lontane dalla svolta digitale fortemente voluta dal ministro Francesco Profumo.
La nota dell’11 settembre 2012, prot. numero 4150 spiega che «a seconda della organizzazione territoriale adottata resta a carico degli UST (uffici scolastici territoriali) o delle istituzioni scolastiche la trasmissione cartacea dei suddetti contratti alle ragionerie territoriali. Nel caso la gestione sia in carico agli UST le istituzioni scolastiche dovranno tempestivamente comunicare a questi ultimi eventuali rinunce o decadenze di nomina per evitare indebiti pagamenti».
È del 2 ottobre una lettera – pubblicata dal quotidiano il Mattino – della Ragioneria di Napoli, Ufficio II, protocollo numero 166678, firmata dal dirigente Laura Sora e indirizzata alle istituzioni di Napoli e provincia per il tramite dell’Ufficio scolastico regionale per la Campania. Nella lettera – in riferimento ai contratti – chiarisce che «il 27 settembre 2012, ha comunicato l’avvio delle procedure preliminari alla riattivazione del flusso diretto Spt per il relativo pagamento». In sostanza con un mese di ritardo. Non solo. Aggiunge: «Successivamente a tale adempimento il competente ufficio del Ministero dell’economia e delle finanze per evitare ulteriori ritardi nella corresponsione delle competenze provvederà con ogni possibile urgenza ad una emissione speciale dei relativi pagamenti». Ciò premesso – si legge ancora – si comunica che la scrivente ragioneria non può procedere all’inserimento manuale in Spt dei contratti pervenuti in formato cartaceo, avendo avuto precise disposizioni dal proprio ufficio di coordinamento». In conclusione «si invitano gli interessati a non rivolgere allo scrivente ulteriori solleciti e richieste di inserimento manuale di tali atti». I docenti pertanto non possono “sollecitare”, non devono insistere, e sono senza stipendio. Intanto al Miur è arrivata la diffida dell’Anief, guidata da Marcello Pacifico, che ha raccolto centinaia di segnalazioni ed è pronta a partire con i decreti ingiuntivi, la richiesta di danni e il conseguente aggravio di spese.

m.amelia

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