Talento, scuola e ricerca per la grande scena

Talento, scuola e ricerca per la grande scena
di Pasquale De Cristofaro
Il regista Pasquale De Cristofaro
Il regista Pasquale De Cristofaro

Teresa Franchini è una delle poche prime grandi attrici italiane non “figlia d’arte”. Di famiglia borghese, nel novembre del 1897, accede giovanissima alla prima scuola d’arte drammatica pubblica italiana messa su da Luigi Rasi a Firenze, già da qualche anno. Vincendo le ritrosie legittime della sua famiglia, la Franchini è determinata a seguire la sua forte passione per le scene, avendo manifestato da subito un naturale talento e ottima predisposizione. Giacinta Pezzana, dirà di lei dopo aver visto le sue prime apparizioni sui palcoscenici: “ (….) La sua fortuna fu capitare nella scuola del Rasi il cui metodo di recitazione è il semplice vero. Come viene smentito Novelli che proclama inutili le scuole! (…) Rasi, darà certo una seconda Duse, esclusa la parte caricata”. Ed Enrico Polese, direttore di un periodico teatrale, aggiunge a tale considerazione una chiosa altrettanto pungente. “ (…) Ho notato che quasi tutte le attrici mi dicono male di lei ed è questo un buonissimo segno”. Insomma, Teresina non fatica molto ad accaparrarsi le simpatie di comici, giornalisti e pubblico. La stessa Duse, scritturando per un breve periodo la compagnia del Rasi presso la quale appunto la Franchini sta muovendo i suoi primi passi, le offre ad un certo punto, promuovendola sul campo, la possibilità di affiancarla nei ruoli principali. Per un capriccio della Divina, però, la cosa non andrà in porto suscitando lo scontento e l’ira della giovane attrice che tanto aveva ammirato la “Signora” e che, sera dopo sera, dalle quinte tante volte l’aveva ammirata e guardata con lo sguardo di chi vuole rubare il mestiere. Al di là di questa battuta d’arresto, il risultato degli anni d’apprendistato presso una scuola seria come quella del Rasi le permette d’acquisire un apprendistato più meditato e consapevole rispetto a quello semplicemente più empirico che era possibile acquisire dentro le famiglie d’arte. Nonostante i suoi detrattori l’accusassero di “duseggiare”, la sua fama sarà presto così diffusa da diventare ella stessa l’attrice preferita di D’Annunzio. Al tempo stesso è scritturata più volte dalla famosissima ditta Talli-Gramatica-Calabrese, nell’ambiente nota come Santissima Trinità. Sposerà, un attore bello e affascinante, il Fumagalli, che sarà in seguito anche la sua croce. Gelosissimo, limiterà nel tempo le apparizioni di Teresa. Dopo un lunghissimo oblio, la Franchini tornerà sulle scene italiane nel secondo dopoguerra recitando per i più grandi registi della nuova scena italiana: Costa, Visconti e Strehler. Sono ormai gli anni ’50 del novecento e questa attrice mostra ancora di voler apprendere il “nuovo” espresso con tanta maestria dai “nuovi signori della scena”. Un carattere indomabile il suo che mettendo da parte ogni capriccio mattatoriale, ci consegna un prezioso insegnamento: l’attenzione per la ricerca e la sperimentazione, nonché l’umiltà di mettere il suo enorme talento per ruoli secondari. Una grande lezione per intere generazioni di attori più giovani e moderni.

redazioneIconfronti

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