Scuola e Università in rivolta, cortei in 90 città

Scuola e Università in rivolta, cortei in 90 città

Non è andata giù agli studenti, e nemmeno ai sindacati, la frase del ministro Profumo su bastone e carota e l’hanno dimostrato oggi sfilando col colorato ortaggio in pugno nella Capitale ma anche in altre città. La protesta del mondo della scuola contro i tagli al settore e per il diritto allo studio ha avuto un mattiniero avvio con un blitz degli studenti di fronte alla sede romana del Parlamento Europeo ed è andata avanti pacificamente per gran parte della mattinata da Nord a Sud, in concomitanza con lo sciopero dell’intero comparto della conoscenza indetto dalla Flc-Cgil. A Milano in centinaia hanno risposto all’appello lanciato da associazioni studentesche e collettivi. In Piazza Cordusio la filiale Unicredit è stata tappezzata di manifesti con la scritta “Fuori la mafia dalla Regione” e bersagliata con uova e fumogeni; arrivato sotto il Pirellone il corteo si è fermato e i ragazzi hanno gridato la loro richiesta di “dimissioni” del governatore Roberto Formigoni e dell’assessore all’Istruzione Valentina Aprea; un gruppetto di manifestanti, qualche centinaio di metri più in là, davanti all’ingresso principale di Palazzo Lombardia, sede della Giunta, ha preso di mira le bandiere appese, ma l’arrivo della polizia ha fatto sì che il “bottino” si riducesse allo stendardo con la rosa camuna della Regione Lombardia. A Torino gli studenti hanno lanciato carote contro la sede territoriale del Miur e hanno impacchettato l’ingresso della sede della Provincia con nastro da cantiere e uno striscione con la scritta “Se crolla la scuola crolla il futuro”. A Genova i manifestanti hanno raggiunto anche il Salone Nautico, senza creare disagi alla rassegna, e hanno lasciato un cumulo di pietre davanti alla prefettura con un cartello: “Avete ridotto la scuola in macerie”; con gli studenti c’erano anche No Tav. Le cassette di mele, per dire che “la scuola è alla frutta”; un carro armato di cartone coi palloncini colorati, contro i finanziamenti alle spese militari; e simbolici “sigilli” alla fontana del Nettuno, col nastro giallo e nero a circondarne la base “scusate il disagio, stiamo scioperando per voi”: sono i tre segni della pacifica manifestazione del mondo della scuola a Bologna. Oltre duemila persone, secondo la Flc Cgil, hanno dato vita a una catena umana “in difesa della scuola” a Firenze, da piazza della Signoria fino a via Martelli. Quasi un migliaio di persone sono scese in strada a Napoli. “Aaa diritti cercasi” e “Non ci avrete mai come volete” gli striscioni e gli slogan del corteo. “La scuola non è in vendita” è lo slogan che ha aperto il corteo degli studenti romani. In circa 10 mila si sono uniti a prof e ricercatori. Una protesta con le carote in mano. Carote che i ragazzi, dopo aver deviato il percorso del corteo, hanno lanciato contro il ministero dell’Istruzione. In mattinata altri manifestanti avevano strappato bandiere della Ue e altri ancora hanno fanno un blitz alla metro Cavour con un ironico striscione anti Atac, acronimo sciolto in “Arrivo tardi a casa” per protestare con i ritardi dei bus. Serpentoni di studenti hanno sfilato anche a Potenza, Perugia (sotto un violento acquazzone), Cagliari (dove alla protesta si sono uniti operai dell’Alcoa di Portovesme), Pescara, Campobasso e in tante altre città: 90 ne hanno censite le associazioni studentesche che hanno organizzato la mobilitazione. Il segretario generale della Flc, Mimmo Pantaleo, ha chiuso la giornata di mobilitazione e sciopero con un comizio a Roma durante il quale ha avuto la mano pesante con il Governo (“è autoritario. Sono tecnici che pensano non di governare, ma di comandare”) e con il ministro Profumo (“eviti termini come bastone e carota perch‚ in questi mesi abbiamo assistito solo a bastonate”). Gli studenti sono tornati a casa con l’intenzione di fare anche più di un bis, se necessario.

m.amelia

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