Lun. Set 16th, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

Se i raìs della politica restano asserragliati coi loro pretoriani

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In questi ultimi giorni, i tifosi del centro-destra e del centro-sinistra sono impegnati in una gara davvero “appassionante”: imbrattare i muri della nostra città con manifesti che una volta ridicolizzano “le immaginarie” inaugurazioni di De Luca e, la volta successiva, inneggiano ad un presunto orgoglio salernitano.
di Pasquale De Cristofaro

In questi ultimi giorni, i tifosi del centro-destra e del centro-sinistra sono impegnati in una gara davvero “appassionante”: imbrattare i muri della nostra città con manifesti che una volta ridicolizzano “le immaginarie” inaugurazioni di De Luca e, la volta successiva, inneggiano ad un presunto orgoglio salernitano. “Le inaugurazioni” e “l’orgoglio” s’avvicendano con una velocità impressionante. Magari si usasse la stessa velocità per risolvere i tanti problemi che attanagliano il nostro faticoso vivere quotidiano. In realtà, stiamo assistendo ad un’incresciosa gara che indispettisce il cittadino e fa aumentare il suo tasso di disaffezione verso la politica. Il Comune e la Provincia, sono sempre più “palazzi” antagonisti. I due capi non si sopportano e la guerra, ormai, ha raggiunto livelli insopportabili. Due capi tribù, che fra non molto si ritroveranno senza tribù. Soli, coi loro pretoriani più fedeli, combatteranno una guerra già persa. Infatti, a perdere sarà la nostra democrazia. Intolleranti, faziosi, chiusi nel loro mondo sembrano non accorgersi di quanta disperazione ci sia in giro. Sembrano giocare, con cinismo e indifferenza, incuranti del disastro che li circonda. Questo comportamento, se non è dettato da incoscienza, sicuramente, è dovuto al grado di onnipotenza in cui, purtroppo, precipitano in quanto, “unti dal Signore”. Basta, tutto ciò non è più tollerabile. Intanto, le famiglie si ritrovano con redditi sempre più bassi, i senza lavoro sono sempre più numerosi e i servizi che pur costando tanto non funzionano. Tutto questo dovrebbe suggerire loro moderazione, e, mettendo da parte lo spirito di fazione, lavorare insieme affinché qualche problema, tra i tanti, arrivi a soluzione. Qualcuno dica loro, per favore, che sono essi al servizio delle comunità e non il contrario. Detto questo, è auspicabile che ognuno di noi ritrovi la propria dignità, la propria coscienza laica e democratica e trovi forme e strategie per far capire loro che in questo modo non si va da nessuna parte. Altro che “città europea” o “provincia da incorniciare”; per noi non ci saranno che ultimi posti in tutte quelle classifiche che indicano i livelli del buon vivere.

 

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