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Se i raìs della politica restano asserragliati coi loro pretoriani

Se i raìs della politica restano asserragliati coi loro pretoriani
di Pasquale De Cristofaro

In questi ultimi giorni, i tifosi del centro-destra e del centro-sinistra sono impegnati in una gara davvero “appassionante”: imbrattare i muri della nostra città con manifesti che una volta ridicolizzano “le immaginarie” inaugurazioni di De Luca e, la volta successiva, inneggiano ad un presunto orgoglio salernitano. “Le inaugurazioni” e “l’orgoglio” s’avvicendano con una velocità impressionante. Magari si usasse la stessa velocità per risolvere i tanti problemi che attanagliano il nostro faticoso vivere quotidiano. In realtà, stiamo assistendo ad un’incresciosa gara che indispettisce il cittadino e fa aumentare il suo tasso di disaffezione verso la politica. Il Comune e la Provincia, sono sempre più “palazzi” antagonisti. I due capi non si sopportano e la guerra, ormai, ha raggiunto livelli insopportabili. Due capi tribù, che fra non molto si ritroveranno senza tribù. Soli, coi loro pretoriani più fedeli, combatteranno una guerra già persa. Infatti, a perdere sarà la nostra democrazia. Intolleranti, faziosi, chiusi nel loro mondo sembrano non accorgersi di quanta disperazione ci sia in giro. Sembrano giocare, con cinismo e indifferenza, incuranti del disastro che li circonda. Questo comportamento, se non è dettato da incoscienza, sicuramente, è dovuto al grado di onnipotenza in cui, purtroppo, precipitano in quanto, “unti dal Signore”. Basta, tutto ciò non è più tollerabile. Intanto, le famiglie si ritrovano con redditi sempre più bassi, i senza lavoro sono sempre più numerosi e i servizi che pur costando tanto non funzionano. Tutto questo dovrebbe suggerire loro moderazione, e, mettendo da parte lo spirito di fazione, lavorare insieme affinché qualche problema, tra i tanti, arrivi a soluzione. Qualcuno dica loro, per favore, che sono essi al servizio delle comunità e non il contrario. Detto questo, è auspicabile che ognuno di noi ritrovi la propria dignità, la propria coscienza laica e democratica e trovi forme e strategie per far capire loro che in questo modo non si va da nessuna parte. Altro che “città europea” o “provincia da incorniciare”; per noi non ci saranno che ultimi posti in tutte quelle classifiche che indicano i livelli del buon vivere.

 

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