Se il dramma del lavoro precario rivive tra immagini e scrittura

Se il dramma del lavoro precario rivive tra immagini e scrittura
di Elvira Sessa

domenica10marzoSul fronte del mercato del lavoro in Italia, solo pochi giorni fa l’Istat comunicava dei dati agghiaccianti: nel gennaio 2013 il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) risulta pari al 38,7%, il livello più alto dal 1992. I dati peggiori sono nel Mezzogiorno dove si supera il 50%. Riguardo ai lavoratori precari, l’Istat stima che nel 2012 abbiano superato quota 2,8 milioni. Nel 2011 i contratti a termine sono stati 2,375 milioni (di cui 1,7 a tempo pieno e 675mila a tempo parziale), cui si aggiungono 433 mila contratti di collaborazione.
Queste cifre si aggiungono a quelle del rapporto ISFOL 2012 da cui emergono, nel biennio 2008-2010, significativi incrementi rispetto al biennio 2006-2008 relativamente ai flussi dall’atipicità verso la disoccupazione, con un tasso di trasformazione da un’occupazione non standard al lavoro tipico che è sceso di 9 punti (dal 46% al 37%).
Raccontarsi e confrontarsi su questa realtà e sul “furto del futuro” cui pare condannata la generazione 2.0, è uno degli obiettivi dell’incontro dal titolo: “Precari: tra immagini e scrittura”, organizzato dall’Associazione “Felix Cultura”, domenica 10 marzo, alle ore 17, presso il Teatro Studio Apollonia, nell’ambito della rassegna “Out-of bounds- drammaturgie fuori confine”. L’ingresso è libero.
Durante l’evento verranno proiettati episodi tratti da “La Ballata dei precari”, un film tragicomico autoprodotto dalla regista romana Silvia Lombardo. Tra un episodio e l’altro il poeta Valeriano Forte leggerà alcuni versi tratti dalla raccolta “Ho tutto in testa ma non riesco a dirlo”, di AA.VV (Bel Ami Edizioni) e pagine del romanzo “Infine chiedete aiuto. Storie di abbrutimento stipendiato” di Marco Bifulco (Bel Ami Edizioni), un’opera che dipinge in modo ironico, a tratti grottesco, i personaggi che si muovono nel microcosmo di una impresa di spedizioni. Seguirà un dibattito tra gli Autori presenti (Marco Bifulco, Elena Lavorgna, Alfonso Maria Petrosino) e il pubblico. Moderatore dell’iniziativa sarà il giornalista Michele Piastrella.
Si riporta, di seguito, un anticipo delle poesie che verranno lette, contenute nell’antologia “Ho tutto in testa ma non riesco a dirlo”.
Trent’anni, Trecento anni, Tre milioni di anni
Comincio a coniugare la felicità al passato
Correvo
Cantavo
Scrivevo
Gli anni davanti non sono più quelli alle spalle
E il passato prossimo ha un’ampiezza che pesa
su quest’oggi di carta velina.
Sottilissimo il mio stare
(Restare)
(Respirare)
Con tutte le rotelle a posto.

È una cosa che stupisce arrivati al pomeriggio,
non avere più nessuna voglia di pensare alla sera.
Non ho appuntamenti e il telefono non squilla.
Resto
(Non ascolto)
(Non aspetto)
Perchè si incrinerà l’equilibrio sofisticato
Che mi tiene attaccata al presente.
E oggi sarà lunedì, e domani chissà.
Perchè, comunque, la vita era ieri.”
Chi scrive questi versi è Elena Lavorgna, classe 1981. In un’altra poesia, intitolata “Adesso”, scrive “Domani è la parola dei padri/ dei partigiani/ dei sopravvissuti/ dei folli./ Noi stiamo./ Seduti sull’oggi/Affondatici da ieri/Da ieri l’altro/Da sempre.”

Nell’antologia, sullo stesso tema, scrive Alfonso Maria Petrosino, anch’egli classe 1981:
Crisi
C’è crisi, grossa crisi, in tutto il mondo
D’altronde lo diceva pure Quelo.
La terra si apre e andiamo così a fondo
Che non si riesce più a vedere il cielo,
figurati la fine. Intanto il fabbro
chiude le porte e non mi fa fattura.
E tu mi dici: “Non aver paura”
ma vedo che ti trema il labbro.
I figli cantano lo Stabat Mater
senza provare un moto di vergogna.
Il mio cv va nel wc, nel water
e poi da lì finisce nella fogna;
e se lo scarico si intasa posso
sempre gettarlo nella spazzatura.
E tu mi dici: “Non aver paura”
ma me la sto facendo addosso.
Per strada un mimo, ormai ovunque vai,
tende la mano e chiede l’elemosina.
Le rose sui banconi dei fiorai
perdono i petali; la gente rosica.
Vorrei sposarti, anche perchè sei bella,
ma senza soldi, amore mio, è dura.
E tu mi dici: “Non aver paura”
ma mi è rimasta solo quella.”

redazioneIconfronti

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