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Se il migrante prova a rivendicare la giustizia

Se il migrante prova  a rivendicare la giustizia
di Gennaro Avallone e Daouda Niang

La ricerca sociale ha messo in discussione le sue basi teoriche da alcuni decenni. Un contributo fondamentale in questa impresa sta venendo da diverse aree culturali, come quelle degli studi postcoloniali, degli studi decoloniali e del femminismo, ma anche dagli stessi cambiamenti sociali, in particolare quelli legati alle trasformazioni economiche ed alle migrazioni.

Gennaro Avallone

Gennaro Avallone

Queste ultime obbligano a spostare il fuoco dell’attenzione, a chiedersi chi parla, di cosa parla, in altre parole a mettere discussione il fatto che qualcuno parli su qualcun altro, riducendolo al silenzio. D’altronde, sono le stesse persone migranti a prendere la parola, con la loro stessa esperienza radicale di mobilità ma anche con esplicite rivendicazioni di giustizia e riconoscimento sociale.

All’interno di questa prospettiva di cambiamento profondo, abbiamo promosso a novembre 2017 un accordo di ricerca tra il Dipartimento di scienze politiche sociali e della comunicazione dell’Università di Salerno e l’Associazione senegalesi di Salerno, con l’obiettivo di studiare insieme le condizioni di vita e lavoro della popolazione senegalese nella provincia e costruire così insieme un processo conoscitivo, svincolato dalla separazione tra chi solitamente parla (il ricercatore) e chi sta zitto, in quanto oggetto di studio (la popolazione immigrata).

Nell’ambito di questo accordo, è stato subito sviluppato un insieme di iniziative. La prima è stata l’organizzazione del seminario internazionale “Diritto alla città, lavoro ambulante e repressione: analisi e proposte”, che si è svolto il 6 Febbraio 2018 presso l’Università di Salerno.

Successivamente, in quanto responsabili dell’accordo di ricerca, abbiamo inviato una proposta di partecipazione al IV Congresso internazionale di antropologia AIBR (Antropólogos Iberoamericanos en Red) che si svolgerà a Granada nel mese di Settembre 2018. La proposta è stata accettata ed avrà come oggetto proprio un ragionamento sul lavoro di con-ricerca in corso, in modo da indagarne punti di forza e debolezza.

Parteciperemo, inoltre, ad un altro seminario internazionale, questa volta a Madrid, sul tema “struttura e azione delle migrazioni africane contemporanea in Europa” organizzato da Yoan Molinero, ricercatore del Consejo Superior de Investigaciones Científicas. La nostra comunicazione ha come titolo “lavoro ambulante, diritto alla città, repressione. Il caso italiano”.

Nel frattempo, abbiamo dato avvio alla ricerca “Diritto alla città, giustizia sociale, lavoro ambulante e condizioni di vita della popolazione senegalese in provincia di Salerno”.

Le attività in corso e il loro riconoscimento sia nel mondo della ricerca che in quello dell’iniziativa sociale e politica dimostrano sia che le lotte e le mobilitazioni producono conoscenza, sia che la ricerca partecipata si può fare. Anzi, gli esiti raggiunti fino ad oggi dimostrano la ricchezza e la capacità produttiva di questo approccio alla ricerca ed alla conoscenza, evidenziando, nello specifico, che l’idea secondo cui i migranti non possano parlare e qualcuno debba parlare su di loro e al posto loro è, ormai, fuori dalla storia. È sbagliata.

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