Ven. Ago 23rd, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

Se il teatro viene proposto solo per prolungare l’effetto tv

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Le promozioni puntano sugli attori, ignorando del tutto gli autori. Un triste segno dei tempo
di Pasquale De Cristofaro

palco_teatro001Sempre più spesso vedo che i teatri fanno promozione delle loro future stagioni indicando i nomi degli attori anziché indicare le commedie e i drammi con i loro autori; come se Buccirosso, Salemme o Preziosi (cito a caso, potrei farne cento altri) valessero più di Goldoni, Pinter o Noren. Credo che questo sia il segno dei tempi bui in cui siamo precipitati. Niente di personale verso gli attori citati, ci mancherebbe. Sono tutti dei grandi professionisti. Però, secondo me, facendo questo i gestori delle sale hanno oltrepassato il limite. È vero in scena ci vanno gli attori, ed essi sono il cuore stesso del teatro. Ma detto questo, bisogna osservare che gli attori, usati strumentalmente per cercare di convincere un pubblico sempre più indifferente e pigro, siano la mossa più deprimente che potesse essere messa in campo. Inoltre, il più delle volte non si parla neppure dei più grandi, ma di attori che hanno avuto soltanto una grande esposizione mediatica che ha dato loro una forza contrattuale non commisurata affatto al proprio reale valore. In più, è come se si cercasse sulle tavole del palcoscenico il prolungamento della televisione con i suoi vizi e le sue virtù. Insomma, è come se una società liquida, veloce, dove tutto è in continua e perenne trasformazione, mal sopportasse la lentezza a cui ci induce il teatro. La scena ci fa domande, interroga la nostra angoscia, la scopre, la evidenzia. E come se tutti avessero paura del teatro e si siano votati al più prudente e rassicurante “spettacolo”, che è cosa diversa come spesso ho ribadito. Bisognerebbe ricordare che il teatro non ri-produce la vita ma cerca dolorosamente di ri-farla, piuttosto. Detto questo, io teatrante puro e duro, della prima ora, invecchiato sulla scia di un rito ormai completamente rimosso, non sottoscriverei mai un abbonamento che mi si presentasse in tale maniera.

 

P.S. Un mio pensiero riconoscente va a Franco Scaldati, schivo ma grande autore ed attore siciliano che ha fatto grande il teatro italiano nel mondo, che è uscito di scena come un principe.

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