Dom. Lug 21st, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

Se la “nuova” Salerno manda in deposito il socialista De Marinis

4 min read
Dopo aver resistito alcuni mesi alle gru e agli escavatori che si aggiravano nel cantiere dentro al quale era finita reclusa, alla fine anche la statua di Enrico De Marinis è stata rimossa dal luogo occupato per oltre un cinquantennio, al fine di consentire i lavori per la realizzazione di Piazza della Libertà. La notizia non ha suscitato echi profondi e non poteva essere altrimenti: tra accese polemiche, sospensione imposta dal Consiglio di Stato, ritrovamento della bomba, cedimenti strutturali, varianti in corso d’opera ed ulteriori aggravi di spesa a carico del già provato bilancio comunale, la scomparsa di un’opera decorosa a livello artistico, ma di certo non unica nel suo genere, dedicata ad un uomo politico degli inizi del ’900 ignoto ai più, non poteva attrarre attenzioni particolari.

Foto: virgiliosalerno.myblog.it

di Alfonso Conte

Foto: virgiliosalerno.myblog.it

Dopo aver resistito alcuni mesi alle gru e agli escavatori che si aggiravano nel cantiere dentro al quale era finita reclusa, alla fine anche la statua di Enrico De Marinis è stata rimossa dal luogo occupato per oltre un cinquantennio, al fine di consentire i lavori per la realizzazione di Piazza della Libertà. La notizia non ha suscitato echi profondi e non poteva essere altrimenti: tra accese polemiche, sospensione imposta dal Consiglio di Stato, ritrovamento della bomba, cedimenti strutturali, varianti in corso d’opera ed ulteriori aggravi di spesa a carico del già provato bilancio comunale, la scomparsa di un’opera decorosa a livello artistico, ma di certo non unica nel suo genere, dedicata ad un uomo politico degli inizi del ’900 ignoto ai più, non poteva attrarre attenzioni particolari.
D’altronde, fu evidente fin dalle origini che la sorte della statua sarebbe stata caratterizzata da una marcata precarietà: lanciata l’idea della sua realizzazione nel 1919, all’indomani della morte di colui il quale per ben ventiquattro ininterrotti anni era stato il deputato del collegio di Salerno, trascorsero alcuni anni senza riuscire a raccogliere la somma occorrente attraverso la consueta sottoscrizione; finalmente, nel 1927, l’opera fu completata, ma il podestà dell’epoca oppose il suo veto all’erezione del monumento, evidentemente trovando poco opportuno rendere omaggio ad uno dei primi parlamentari socialisti del Mezzogiorno. Sicché la statua, realizzata su bozzetto di Gaetano Chiaromonte, rimase nei depositi delle officine napoletane dove aveva visto la luce fino al 1942, quando, per evitare che fosse fusa al fine di dotare di bronzo l’Italia in camicia nera impegnata in guerra, fu trasportata di nascosto a Salerno e custodita clandestinamente in un terraneo appartenente alla famiglia Tafuri, i cui esponenti erano stati in precedenza membri attivi del comitato promotore. Dopo la guerra, ancora altro tempo si perse per decidere l’ubicazione e realizzare il piedistallo in marmo, ma, infine, il 15 aprile 1951, durante una cerimonia, la statua fu esposta in pubblico, segno della rinascita democratica e premio per chi non si era arreso alla prepotenza fascista. Il luogo prescelto, una piazzola del lungomare alle spalle della spiaggia di Santa Teresa, non fu casuale, ma volle ricordare uno dei maggiori successi di De Marinis, grazie al quale ancora tanti salernitani lo ricordavano con gratitudine: dopo vane promesse del suo predecessore, agli inizi del secolo il deputato di origini cavesi era riuscito ad ottenere dal governo il finanziamento delle opere di difesa del litorale cittadino, da tempo martoriato in occasione delle mareggiate. Quando la notizia era giunta in città, la soddisfazione era stata tale da radunare una gran folla alla stazione per accogliere festosamente il deputato reduce dalla vittoriosa missione a Roma e da indurre le abitanti di un popolare rione, le “furnellesse”, ad issarlo su una sedia ed a portarlo trionfalmente in giro per le vie della città a mo’ di santo patrono in processione.
Come gli uomini che intendono ricordare, le statue nascono e scompaiono. In molti casi, le loro vicende segnano mutamenti epocali: per restare a livello salernitano, si pensi, ad esempio, al busto di Ferdinando II, sistemato alla sommità dello scalone d’ingresso di Palazzo Sant’Agostino, all’epoca sede dell’intendenza, il quale, agli inizi del settembre del 1860, nell’imminenza dell’arrivo di Garibaldi in città, fu mandato in frantumi, quasi a rappresentare il crollo più imponente che in quegli stessi giorni stava avvenendo. Oggi la statua di De Marinis è tornata nei depositi e il suo destino è al momento ignoto. Non è necessario che torni nuovamente alla luce. La sua rimozione è il segno di una nuova città, la quale richiede necessariamente di estendersi anche lì dove esisteva quella precedente, in molti casi sostituendosi ad essa. Tuttavia, appare auspicabile che all’entusiasmo per il “piccone risanatore” non si accompagni attraverso una propaganda deformante anche il disprezzo per la memoria della comunità, in molti casi funzionale al mito di rifondazione ed al tentativo di accreditare nuovi padri della patria: dove sorgerà Piazza della Libertà, non vi erano solo chiancarelle e traffici illeciti, ma anche capannoni di artigiani operosi, un grande parco sul mare per i giochi dei bambini, un albergo, una scuola … e c’era anche la statua di De Marinis, a ricordare un politico amato e quei salernitani i quali per anni ne avevano custodito la memoria a costo di rischi e sacrifici personali. Soprattutto se l’alternativa è quella toccata in sorte ai platani secolari, i quali pure stavano lì, recisi ed esposti macabramente a testa in giù in un angolo del Parco del Mercatello, quasi il Piazzale Loreto della Salerno del passato, è preferibile che la statua di De Marinis non torni nuovamente alla luce.

 

3 thoughts on “Se la “nuova” Salerno manda in deposito il socialista De Marinis

  1. Ma prima di scrivere scelleratezze vi informate? La statua tornerà al suo posto e sarà semplicemente riposizionata per avere maggior visuale sia per chi proviene dal lungomare che per quanti provengono dalla piazza… Ma possibile che si dia spazio di scrivere e di generare tensione a tutte le persone che sentono il bisogno di evacuare parole???

  2. Che io sappia la statua di De Marinis è stata rimossa per essere restaurata (è bene tutelato dalla Soprintendenza che è anche autorità di controllo) e ricollocata nello stesso punto a fine lavori per piazza della Libertà

  3. Mi piace pensare che sia stato De Marinis stesso, in una notte di luna piena, a scegliere di sparire. Che ci sta più a fare una statua in un luogo che non riconosce più come suo? A volte, val la pena togliere il disturbo e aspettare tempi migliori. Buona fortuna, allora, onorevole De Marinis e, soprattutto, non abbia rimpianti; dalle nostre parti, così va la vita.
    Pasquale De Cristofaro

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *