Lun. Ago 19th, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

Se la politica italiana somigliasse un po’ di più a Maradona…

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La visita del fuoriclasse ai napoletani simboleggia la forza di una leadership nata nel ventre della città
di Barbara Ruggiero

Arrivo di Diego Armando Maradona all'aeroporto di Fiumicino RomaOre 16.40 di lunedì pomeriggio, in pieno caos elettorale, lui arriva a Napoli. In televisione e nei seggi si rincorrono le voci, impazzano i sondaggi, si smentiscono gli instant poll. Il futuro del nostro Paese è in bilico. Lo spread sale e scende come un’altalena a sentire gli aggiornamenti che ne danno durante le svariate dirette elettorali. In televisione e sui social network, odierna rappresentazione della democrazia e dell’opinionismo digitale, si susseguono i commenti, le battute, le previsioni.
In quegli stessi istanti, mentre gran parte degli italiani sono incollati alla tv, alla radio o a internet per capire cosa accadrà al nostro Paese, l’idolo di una città ritorna a Napoli e calamita le attenzioni su di sé di un’intera città. Per qualche ora ci si dimentica delle elezioni, del futuro del nostro Paese, dello spread e i nostalgici corrono con la mente al passato, a quando Diego Armando Maradona incantava Napoli e l’Italia intera con un pallone tra i piedi. Le preoccupazioni per il futuro lasciano rapidamente posto alla gioia della memoria del passato. La sua immagine è testimonianza di una città che ha saputo e voluto risorgere dal calcio negli anni Ottanta.
Il calcio come potrebbe essere politica: la panacea di tutti i mali, l’occasione del rilancio.
Alle ore 17 del lunedì elettorale, quando i sondaggi vengono violentati dalla cruda realtà, è caos completo, non ci si capisce più niente; situazione identica a Napoli, sul lungomare, nello spiazzale antistante il Royal Continental, albergo nella cui suite presidenziale ha scelto di soggiornare il Pibe de Oro.
Maradona si affaccia dal balcone, saluta tutti, sorride, dice qualche parola, salta e balla a tempo di musica di cori anti-juventini. Mostra di essere e saper essere un vero leader. La folla sotto di lui, sul lungomare, è come incantata. È l’idolo di un popolo. Poi riceve visite, come un vero e proprio capo di Stato. Lo raggiunge Alessandro Siani: «Mi ha chiamato da Dubai, vuole vedermi, eccomi qua» – spiega l’attore alla folla di cronisti assiepata davanti all’albergo. Vede Bruscolotti e assieme assistono alla partita del Napoli in tv. Poi, causa stanchezza, decide di incontrare la stampa l’indomani. E tutti pronti a correre alla sua conferenza stampa ieri mattina. Tutti: giornalisti, tifosi, passanti, semplici curiosi. Tutti assiepati fin dall’alba davanti alla sala in cui Maradona ha deciso di parlare alla stampa. Ieri, prima di andare via passa per Scampia e dice: «Non è giusto che i ragazzi debbano giocare su un campetto ridotto così». Maradona è uno che mostra di avere a cuore la città, il territorio in cui è diventato grande. Lo dimostra interessandosi alle sorti del campetto di calcio di Scampia e quando ironizza: «Se Mazzarri andasse via, ci sono sempre io!». E tutti a dire: «Avete visto? Lo ha detto anche Maradona!». Un opinion leader questo calciatore che ha saputo oscurare in 24 ore in un territorio ogni pensiero politico.
Prima di andare via aveva anche detto alla folla di napoletani: vorrei incontrare Giorgio Napolitano. Vorrebbe incontrarlo per esporgli il suo problema con il fisco, probabilmente. Vorrebbe incontrare proprio il Presidente della Repubblica che, per uno strano segno del destino, nelle stesse ore deve pensare seriamente al futuro della Nazione.
È un vero leader Maradona, uno di quelli osannati dalle folle e amati incondizionatamente anche a distanza di anni. Forse proprio perché rappresenta il riscatto di un territorio. Tanto che qualcuno, quando egli ha annunciato di voler andare da Napolitano, ha ironicamente commentato: «Diciamolo al Presidente: date a Maradona l’incarico di formare il nuovo governo!»

1 thought on “Se la politica italiana somigliasse un po’ di più a Maradona…

  1. Io lo voterei! Forza Diego! Sempre nei nostri cuori…grazie per questo momento di sogno e per l’articolo!

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