Ven. Lug 19th, 2019

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Se la “responsabilità” del Pd si arresta di fronte al Pdl

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Il diniego del M5S non induce i Democratici ad un governo col Centrodestra: ma è per salvare l’Italia?

Foto: affariitaliani.it

di Alfonso Liguori
Foto: affariitaliani.it
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“Responsabilità”, “bene del Paese”, “senso della realtà”, sono tra le frasi che più sentiamo ripetere in questi giorni dai rappresentanti politici, in particolare da Bersani e dai suoi.
Nel nome di questo principio di responsabilità, il Partito Democratico insegue Grillo e il Movimento, cercando, in un modo o nell’altro, un accordo programmatico che consenta la nascita di un Governo, mentre rifiuta anche la possibilità di un accordo con il PDL.
Eppure Berlusconi e i suoi si sono già resi disponibili e una seria discussione si potrebbe aprire.
Le convenienze sarebbero molteplici per i due schieramenti, a cominciare dal comune linguaggio, dato il quale, sarebbe ben difficile non intendersi, cosa invece possibile con i grillini.
Ma Bersani &C da questo punto di vista non ci sentono o fanno finta di non sentirci. Fanno finta perché potrebbe anche darsi che su forte sollecitazione del Presidente della Repubblica questa sarà la strada che andremo a percorrere, e una volta incolpato il M5S di avere rifiutato il migliore accordo per il Paese, una volta scaricate le responsabilità sul Presidente per essere stati condotti dove non volevano, una volta richiamato, ancora, come per il governo Monti, il senso del dovere nei confronti della Nazione, potranno sperare di limitare i prossimi danni elettorali.
Ma di accordi con l’antico nemico non se ne parla, e qui sorge un dubbio: “responsabilità”, “senso dello Stato”, “sacrificio”, “dovere verso il Paese”, “salvare la nazione”, ecc. sono belle espressioni, ma quale valore hanno realmente nella politica e in questo caso nella politica del PD?
Un padre o una madre di famiglia sanno bene che il senso di responsabilità nei confronti della propria famiglia può condurli a fare anche cose che non farebbero mai (fatti salvi, ovviamente, gli atti disonesti), azioni che costano dolore, reali privazioni e sacrifici, pizzicotti sulla pancia.
Ebbene, se il PD pensa realmente alla stabilità del governo, al bene del Paese, al senso di responsabilità, dopo il chiaro diniego del M5S, è logico che – amarissimo calice – ha una sola strada: lavorare ad un accordo con il Popolo della Libertà. Il quale, oltre tutto, essendosi “offerto” si troverebbe comunque nella condizione di non potere più di tanto dettare condizioni, altrimenti manderebbe a monte l’accordo perdendo la possibilità di ottenere i pochi punti che gli interessano (vedi ad esempio salvataggio Berlusconi da situazioni processuali), e ridonando ai Democratici un minimo di nuova verginità.
Come un buon padre ed una buona madre di famiglia sanno, responsabilità e sacrificio significano perdere qualcosa ora, in vista di un vantaggio futuro per i propri figli. Il M5S ha chiuso la porta, bere il calice, se veramente si pensa al bene del Paese, è necessario, quanto sarà amaro dipenderà solo dai provvedimenti messi in campo, ed alla fine, se si attuerà per una volta il buon governo, gli elettori Piddini potranno anche convenire che sia stata la scelta migliore. Questa possibilità, però, è negata come Grillo nega l’alleanza con il PD.
E allora la domanda sorge davvero spontanea: ma il senso di responsabilità è invocato da Bersani davvero per la salvezza dell’Italia o per quella del Partito Democratico?

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