Se la storia locale è maestra di vita

Se la storia locale è maestra di vita
di Andrea Manzi
L'autore del libro Massimo Del Regno
L’autore del libro Massimo Del Regno

Nei frequenti dibattiti sulla opportunità di introdurre la storia locale tra gli insegnamenti scolastici – esigenza ritenuta da taluni pressante, specie da quando, nella prima metà del Novecento, la rivista “Annales” invitò a concepire la storia come una scienza sociale al centro di una fitta trama di relazioni con altre scienze sociali – torna sempre alla mente la figura di Gino Noia, uno studioso “irregolare” ma profondo che si convinse (e convinse molti di noi) circa la stretta relazione dialettica tra le “due storie”, l’una funzionale all’altra: quella ritenuta “minore”, fondamentale per ricostruire le spinte locali sulle dinamiche generali, stante la possibile generalizzazione di ricerche e documentazioni territoriali, e l’altra, quella generale, in costante e sorprendente sintonia con la prima.

La vita di Gino Noia – tesa alla ricerca, all’ascolto e alla trasmissione di memorie e vissuti di Mercato S. Severino e della Valle dell’Irno – testimonia questa possibilità, di trarre, cioè, dal proprio contesto di appartenenza frammenti di identità meta-territoriale, rafforzando la convinzione che lo studio della storia locale possa e debba diventare un diritto dello studente e un dovere dell’offerta educativa che, ormai, non può non confrontarsi con il rinnovamento imposto dalla sfida della contemporaneità. Rinnovamento non nel senso di proporre uno studio storico separato, quindi localistico, delle esperienze prossime e dirette, ma nella prospettiva di concatenare i piani (minor e major) ai fini di una rivalutazione globale dell’insegnamento e dell’apprendimento.

Questa era la convinzione di Gino Noia, scomparso circa tre anni fa, dopo una vita intellettualmente ricca di impegni socio-culturali, e proprio da qui, dalla premessa della sua versatilità di studioso, si snoda il percorso analitico di Massimo Del Regno, docente di italiano e storia nelle scuole superiori e autore dalla interessante pubblicazione “Caro Gino” (edita dal Centro di documentazione per la storia di Mercato S. Severino), rivolta a quanti hanno avuto modo di convivere con l’instancabile ricostruzione delle radici territoriali di cui fu protagonista Gino Noia.  Del Regno analizza dell’illustre concittadino scomparso la forte presenza nel tessuto vivo del comune e del comprensorio, ne ripercorre le ricerche storiografiche e linguistico/lessicali tese a collocare le espressività popolari negli spazi colti di appartenenza e di riferimento, tenta di ripetere e riproporre le suggestioni della tradizione orale (talvolta ridondante di luoghi comuni, ma in qualche circostanza prodiga di sapienti imbeccate storicistiche) e, soprattutto, propone testimonianze di quanti convissero con lo storico/divulgatore Gino Noia, apprezzandone la disponibilità e la fecondità intellettuale e verificando la utilità pubblica del suo impegno di ricercatore, ad un tempo, libero e militante. Dalle sue ricerche, infatti, scaturivano raffiche di proposte intelligenti, molte neutralizzate dalla cecità politica, altre svilite dalla accidia meridionale e altre ancora respinte dall’ottusità di classi dirigenti incolte e inselvatichite nella prassi clientelare.

Un piano di lavoro, questo alla base del libro antologico di Massimo Del Regno, che accredita il testo sul doppio binario della “celebrazione” di un impegno da rinnovare e da illustrare soprattutto ai giovani come modello di cittadinanza consapevole, da un lato, e, dall’altro, dell’indagine storica vera e propria, che fa il punto sui traguardi raggiunti dalle ricerche locali orbitanti nell’area d’interesse dello studioso scomparso. Una sorta di inchiesta conoscitiva e di auto analisi propedeutica a un bilancio. È come se Del Regno avesse avvertito l’urgenza di rimodulare e riformulare gli obiettivi strategici della ricerca geostorica locale che, dopo la morte di Gino Noia, non può più essere quella di prima, bisognosa com’è di riformulare strategie e obiettivi nell’interesse proprio degli studi locali sul paese. E nessuno meglio di Massimo Del Regno poteva tentare la strada della ricostruzione/bilancio di una vita di lavoro (quella di Gino Noia) per essere stato compagno di ricerche, di analisi e di iniziative dell’amico/collega/maestro precocemente scomparso, così come il libro ben evidenzia attraverso la pubblicazione di stralci e sintesi di progetti, nonché di profili storiografici, che forniscono la cifra di un rigore e di una passione civica che di “locale” hanno soltanto l’ambito di rilevamento e l’oggetto di studio.

redazioneIconfronti

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