Se piombiamo in un’altra notte della Repubblica

Se piombiamo in un’altra notte della Repubblica
di Gigi Casciello

Il ministro delle finanze austriaco, Fekter, l’aveva buttata lì: dall’Eurozona sarebbero imminenti aiuti anche all’Italia oltre che alla Spagna. Poi è arrivata l’immancabile smentita ma è bastato perché il premier Mario Monti, così come raccontano oggi nella solita versione edulcorata ed omologata tutti giornali italiani, convocasse immediatamente a Palazzo Chigi i leader di Pdl, Pd ed Udc. Monti, al di là delle dichiarazioni di pragmatica, ha detto ad Alfano, Bersani e Casini che o si sta tutti insieme o si affonda. Certo, la situazione non è allegra e non è tale da gingillarsi tra nomine Rai e polemiche sul numero degli esodati ma soprattutto Monti sa che ne può uscire male, anzi malissimo. E di fronte al nuovo attacco speculativo (lo spread ieri ha toccato quota 490) al premier non resta altro che arroccarsi, magari cedere un po’ sulle nomine Rai e garantirsi il sostegno in Parlamento. Inevitabile il sostegno di Pdl, Pd ed Udc che si ritrovano in un vicolo ancora più stretto di Monti e così tutti insieme appassionatamente continuano la corsa verso il baratro. E nella crisi che avanza inarrestabile se qualcuno resterà in piedi non apparterrà ai partiti tradizionali e lo stesso Monti ha perso anche le caratteristiche della novità e con la supponenza dei suoi ministri il Governo ha lo stesso appeal di un ghiacciolo per gli esquimesi.
Sono tempi cupi e l’angoscia arma il terrore. Lo confermano gli arresti di questa mattina  contro appartenenti alla Federazione anarchica informale (Fai) e al Fronte rivoluzionario internazionale (Fri). Le accuse riguardano, tra l’altro, gli attentati del 2009 alla Bocconi, al Cie di Gradisca d’Isonzo; al dg di Equitalia a Roma, la Deutsche Bank di Francoforte e l’Ambasciata greca di Parigi nel 2011. Nel corso dell’operazione, denominata “Ardire”, sono stati effettuati almeno dieci arresti ed oltre quaranta perquisizioni in tutto il territorio italiano, ventiquattro gli indagati. Raggiunti dal provvedimento anche due anarchici detenuti in Svizzera e Germania che avevano progettato le campagne terroristiche Gli arrestati sono accusati di associazione a delinquere con finalità di terrorismo ed eversione. Il gruppo di anarco – insurrezionalisti avrebbe collegamenti con chi ha rivendicato l’agguato a Genova al dirigente di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi (nella foto). Insomma, è in atto una strategia del terrore. E se l’Italia ripiomba in un’altra lunga notte il rischio è che sia lunga, molto più lunga di quella dalla quale seppe uscire sconfiggendo le Br. Ma quella era un’altra Italia, governata da altri italiani e non da personaggi improbabili che rendono il tutto ancora più disadorno.

redazioneIconfronti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *