Secessione alla veneziana. Ci vuole fegato.

Secessione alla veneziana. Ci vuole fegato.
di Ernesto Scelza
Ernesto Scelza
Ernesto Scelza

Più che preoccupare, fa tanto ridere il progetto di secessione armata del Veneto, che la cronaca di queste ore ci propone. La preparavano alcuni ‘eroi padani’ che avevano trasformato una pala meccanica addirittura in un carro armato, con tanto di torretta e un cannoncino da 12 millimetri. Un residuato del recente Carnevale di Venezia. La Procura di Brescia ha indagato 51 ‘patrioti’ veneti e ne ha arrestato 24. Alla loro testa Franco Rocchetta, fondatore della ‘Liga Veneta’ e della prima ‘Lega Nord’. Che però non disdegnava i soldi dello Stato italiano, visto che è stato più volte parlamentare, e nel primo Governo Berlusconi nominato sottosegretario agli Affari Esteri. Con delega ‘alla Cooperazione e alla Cultura’. Con questo vero ‘intellettuale globale’, alcuni altri ‘eroi’, come li definì Umberto Bossi. Quei ‘Serenissimi’ che nel 1997 avevano tentato una prima occupazione di Piazza San Marco. Ora puntavano a ‘liberare’ la stessa piazza, primo passo per una insurrezione del Veneto e del NordEst. “Il momento è quello giusto” avranno pensato, “visto l’esito delle elezioni amministrative in Francia e l’ondata antiEuro che monta in Europa”. La pensa così anche Matteo Salvini, il ‘leghista con la bava alla bocca’, che si è affrettato a difendere quelli che “combattono pacificamente per la secessione del Nord”. Sul pacifismo dei nuovi ‘Serenissimi’, siamo d’accordo: l’unico risvolto davvero pericoloso della vicenda è la idiozia dei protagonisti. Ma Rocchetta e Salvini pensano di avere comunque raggiunto un obiettivo politico: il profondo Nord sappia che per ottenere l’indipendenza della ‘Padania’ occorre solo un po’ di coraggio. Un po’ di fegato alla veneziana.

redazioneIconfronti

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