Senza parole (sic!)

Senza parole (sic!)
di Nicoletta Tancredi

Bimbi“Mamma, Camilla ha parlato!”
Paola arriva in camera a darmi la lieta notizia. Soddisfatta, pur contenendo l’entusiasmo in un’espressione di serietà. Misuratamente orgogliosa, come si compete a una sorella maggiore.
In cuor mio sono strafelice. Finalmente Camilla ha parlato! Insomma ha 12 mesi e, fatta eccezione per “mamma” e “papà”, non dice ancora nulla. Solo suoni strani. Incomprensibili, se non fosse per i gesti, per l’intonazione. E, il più delle volte, perché Paola le fa da interprete. “Mamma, Camilla vuole l’acqua”. “Mamma, Camilla vuole salire sulla sedia”. “Mamma, Camilla vuole questo e vuole quello”. Insomma è facile essere pigri, quando si gira con l’interprete al seguito.
È un po’ come succedeva a me, quando ero in viaggio all’estero con mia sorella. L’inglese era cosa sua e io facevo la parassita. Insomma, che necessità avrei avuto di sforzarmi a dire la qualunque cosa? E infatti non dicevo niente o quasi. Ma, invece, finalmente Camilla ha fatto il salto: vuole entrare nel mondo degli adulti parlanti. Evviva!
“E chissà cosa avrà detto?” mi chiedo tra me e me. Magari “pappa” anche se non è una mangiona. O forse “alta alta”: Paola le costruzioni le chiama così, perché costruisce la torre alta alta. Ah no, no! Forse mi sto illudendo troppo. Magari ha detto solo un “sì” o più probabilmente un “no”. Insomma una risposta secca ad una domanda di Paola…
Ma intanto perché pormi tante domande? La mia Paola è qui pronta a riferire, con espressione seria.
“Mamma, Camilla ha parlato!” ribadisce la piccola.
“E cosa ha detto?” le chiedo emozionata.
E lei con espressione solenne e scandendo bene: “Ha detto: (attimo di pausa) questa porta deve restare chiusa!”
Che dire? Evidentemente siamo ancora all’interpretazione del pensiero!

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