Gio. Lug 18th, 2019

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Sequestro del ragioniere di Berlusconi: il capo banda tace

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Le indagini puntano ad accertare se la banda ha ottenuto una somma di denaro

Un'immagine rilasciata dalla polizia mostra Alessio Maier (a sinistra) e Francesco Leone insieme allo stadio durante la partita Milan-Fiorentina.

Un'immagine rilasciata dalla polizia mostra Alessio Maier (a sinistra) e Francesco Leone insieme allo stadio durante la partita Milan-Fiorentina.

Francesco Leone, uno dei sei arrestati per il sequestro lampo a Giuseppe Spinelli – il cassiere di Silvio Berlusconi – e sua moglie Anna, la notte tra il 15 e 16 ottobre 2012, non ha risposto alle domande del Gip di Milano Paola Di Lorenzo nell’interrogatorio di garanzia per la convalida dell’arresto. Leone è stato arrestato lunedì mattina insieme ad altre 5 persone per l’accusa di sequestro finalizzato a estorsione. Al momento si trova nel carcere di Opera insieme ad un’altro dei presunti complici, mentre gli altri quattro sono stati portati al carcere di San Vittore. L’interrogatorio davanti al Gip di Milano Paola Di Lorenzo è cominciato attorno alle 9.30 e Leone è assistito dall’avvocato Pietro Pirolozzi. Il pregiudicato, 51 anni e con un passato di sequestri e rapine e di ex pentito della criminalità organizzata pugliese, è accusato di essere la mente del sequestro, su cui ci sono ancora anomalie e dubbi che gli inquirenti e gli investigatori stanno cercando di chiarire. In particolare, le indagini puntano ad accertare se la banda ha ottenuto una somma di denaro, dato che nelle intercettazioni alcuni dei sequestratori parlano anche di «8 milioni di euro». Gli investigatori stanno verificando se la banda abbia o meno portato dei soldi in Svizzera. Sia Spinelli che l’avvocato Niccolò Ghedini ieri hanno precisato però che non è stata pagata alcuna somma di denaro e che non c’è stata alcuna trattativa e che il ritardo della denuncia in procura (l’avvocato Ghedini ha informato con un fax gli inquirenti il 17 ottobre) è dovuto al timore che Spinelli aveva di ritorsione nei confronti suoi e della sua famiglia. Per oggi sono previsti interrogatori anche di altri arrestati, tra cui Alessio Maier, pregiudicato di Como, il quale stando alle carte dell’inchiesta, era in contatto con intermediari svizzeri e parlava del trasferimento di una somma di denaro nel paese elvetico.

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