Mar. Lug 16th, 2019

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Inserto di SalernoSera

Serve indipendenza e libertà non una nuova regione

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Il problema non è più quello di arginare il disastro sociale che si profila all’orizzonte. Con gli espedienti e con le parole non si fondano nuovi Stati, non si entusiasmano le nazioni, non si mettono in movimento i popoli. Il tempo della politica politicante è finito. I camerieri dei banchieri riescono a malapena a balbettare il consenso furbesco a leggi inique e alla continua rapina fiscale.
di Pietro Golia*

Il problema non è più quello di arginare il disastro sociale che si profila all’orizzonte. Con gli espedienti e con le parole non si fondano nuovi Stati, non si entusiasmano le nazioni, non si mettono in movimento i popoli. Il tempo della politica politicante è finito. I camerieri dei banchieri riescono a malapena a balbettare il consenso furbesco a leggi inique e alla continua rapina fiscale.
Non c’è crescita, né equità per la gente che lavora, che produce, che studia. Mettere città contro città può essere una trovata che a stento viene registrata dai mezzi di comunicazione. E anche i progetti di microregioni o di accorpamenti di province non possono essere calati dall’alto, lanciati nel mucchio per avere più soldi. Una iniziativa di questo genere (la proposta di nuova regione con le province di Salerno, Avellino, Caserta e Benevento escludendo Napoli) non può essere un fatto istituzionale ma va socializzata, partecipata, mettendo in movimento tutto un territorio.
Se il presente è angosciante, se non c’è futuro, occorre avere il coraggio di creare nuove sintesi, un progetto animato da uomini liberi, donne coraggiose e nuove soggettività politiche: indipendenza e libertà, lavoro e ricerca, facendo leva sulla nostra cultura e sulle colture del Sud.
Salerno, Napoli, Avellino, Benevento e Caserta, insomma tutto il Sud, devono fare da sole e contare sulle proprie forze. Occorre un cambiamento di mentalità nella vita quotidiana, pubblica e privata. Al di là del linguaggio evirato, dobbiamo difendere la nostra economia, la storia e la memoria, la lingua, la tradizione, le nostre sorgenti d’acqua, la nostra gran madre terra.
Rialzare la testa. Si dirà: ma è una rivoluzione? Una vera secessione? Sì, occorre conseguenzialità, costruire giorno dopo giorno, sul territorio, con il popolo, con la partecipazione di tutti e per non soccombere sotto la dittatura dei banchieri.
Altrimenti è solo un piccolo gioco, quasi uno scherzo di piccoli uomini alle prese con un tragico effimero.

*editore di Controcorrente

 

 

1 thought on “Serve indipendenza e libertà non una nuova regione

  1. Ma davvero qualcuno o tanti arrivano a pensare che si possa vivere, governare, far politica, senza i banchieri? Persino Obama, il presidente degli Stati Uniti d’America, ha dovuto limitare la sua azione a causa della influenza di Wall Street. L’unico detterrente allo strapotere dei banchiere è la legiferazione governativa…non proclami anti sistema e anticapitalisti.

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