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Sfruttamento e resistenze in Europa, Italia e nella Valsele

Sfruttamento e resistenze in Europa, Italia e nella Valsele
di Gennaro Avallone

Sfruttamento e resistenze. migrazioni e agricoltura in Europa, Italia, Piana del Sele” è un libro, edito da Ombre corte, che ho scritto per due motivi essenziali. Da un lato, per ringraziare le tante persone, braccianti, di cittadinanza marocchina, rumena e indiana, che in cinque anni mi hanno insegnato e spiegato cosa vuol dire lavorare, oggi, in agricoltura. Dall’altro lato, per raccontare come si organizza questo lavoro che, nonostante la ricchezza che produce e le tecnologie importanti che impiega, richiede ancora tanta fatica.

È proprio di questo che parla questo libro, della fatica, del fatto di svegliarsi tutti i giorni alle cinque del mattino, senza servizi sociali di sostegno, spesso senza mezzi di trasporto propri, e raggiungere campi, stalle o serre in cui bisogna produrre, perché la concorrenza stringe, perché bisogna raggiungere i livelli produttivi prefissati, perché bisogna rispondere alla domanda del mercato. E bisogna lavorare resistendo alle temperature, ma anche, in una parte delle aziende, alle parolacce di chi controlla, e, più in generale, al fatto che troppo spesso le paghe non rispettano ciò che prevedono contratti nazionale e provinciale in un’agricoltura fondata sul lavoro grigio.

Gennaro Avallone

Gennaro Avallone

È il lavoro vivo, l’impegno concreto di alcune migliaia di uomini e donne immigrate e italiane, a fare la produzione agricola, ma questo lavoro non viene riconosciuto. Al centro del racconto sul made in Italy c’è sempre altro: marchi, tecniche, saperi, capacità manageriali, marketing. Mai il lavoro. E mai quello delle persone immigrate. Eppure, nel Belpaese, si è fatto finta per decenni di non vedere a quali condizioni il lavoro agricolo che produce quel made in Italy sia diventato in parte lavoro migrante, quali costi la manodopera impiegata ha dovuto pagare. In un contesto caratterizzato dal crescente restringimento delle possibilità di ingresso regolare e dalla rarefazione delle politiche pubbliche, specialmente quelle per la casa, di fatto scomparse in molti territori, specialmente nel Sud, evidentemente nella Piana del Sele.

Di questa centralità disconosciuta parla questo libro, che chiede di contribuire ad una discussione, a politiche pubbliche fino ad oggi, dopo oltre 30 anni, assenti e a nuovi rapporti di produzione, che chiamano in causa non solo le aziende agricole ma l’intera filiera produttiva, specialmente la Grande distribuzione organizzata.

Bisogna parlare del lavoro agricolo e dell’ingiustizia che lo attraversa e, per farlo con serietà, collocarlo nei più generali ed ampi rapporti di potere che caratterizzano l’agricoltura oggi, anche nella Piana del Sele, guardando dai semi alla tavola. Il lavoro agricolo, il lavoro delle persone migranti, l’agricoltura nel suo insieme hanno bisogno di giustizia. Questo libro vuole, nella sua piccolezza, contribuire a questa necessità.

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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