Sgominata la banda delle ville, cinque arresti nel napoletano

Sgominata la banda delle ville, cinque arresti nel napoletano

Massacrata di botte perché non voleva rivelare dove avesse nascosto i risparmi di una vita, quei risparmi di cui, però, era lei stessa a parlare con tutti: dopo poco più di un anno è stato risolto l’omicidio di Antonietta Gigante, la 76enne di Licola (Napoli) assassinata nella sua abitazione il 19 novembre del 2011. Con l’accusa di omicidio è stato fermato il quarantenne Giovanni Lettieri, già denunciato in passato per altri reati; indagate per concorso in omicidio la sorella Maria e una vicina di casa della vittima, nonché amica della figlia, Assunta Di Silvestro. Fu proprio quest’ultima – hanno ricostruito i carabinieri – a suggerire di rapinare Antonietta poiché aveva saputo come altri vicini di casa che in una borsa a quadretti da cui non si separava mai l’anziana custodiva più di diecimila euro. Assunta Di Silvestro ospitò nella sua casa i rapinatori (un complice albanese di Lettieri ha fatto ritorno in patria quando ha intuito che le indagini stavano facendo passi in avanti), si fece notte, Antonietta si addormentò. Una settimana prima della rapina sfociata in tragedia, la stessa banda composta da italiani ed albanesi aveva preso di mira un’altra anziana, Rosa C., a sua volta vicina di casa di Assunta Di Silvestro: in quel caso la malcapitata se la cavò con qualche escoriazione. Proprio il sopralluogo nell’abitazione di Rosa aveva consentito agli investigatori di repertare un’impronta digitale, risultata appartenere all’albanese Jeton Jella: fermato, l’uomo ha cominciato a collaborare e ha fatto i nomi dei complici, spiegando tuttavia di non avere preso parte alla rapina in casa di Antonietta Gigante poiché all’ultimo momento era stato sostituito da Lettieri. Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Giovanni Melillo e dal sostituto Raffaele Tufano, proseguono: obiettivo degli inquirenti è accertare se, come appare probabile, la banda abbia messo a segno anche altre rapine tra la zona flegrea e il Casertano, nelle quali i malviventi gravitavano. Nel corso di una conferenza stampa, Melillo ha sottolineato il grande sforzo compiuto dai carabinieri per risolvere un caso tanto grave: sono state adoperate, ha spiegato, tecniche investigative in genere usate nelle indagini di camorra, come la ricerca di tutte le utenze telefoniche che all’ora del delitto agganciavano la cella in cui ricade l’abitazione della vittima.

m.amelia

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