Mar. Lug 16th, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

Signor ministro Fornero, conosce davvero i problemi dei trentenni?

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Generalizzazioni e luoghi comuni archiviano i problemi di una generazione bistrattata dalle istituzioni

Gentile ministro Fornero,
non so proprio come le sia balenata in mente l’idea di definire “choosy” – esigenti – noi giovani italiani. Quella frase, pronunciata nel pomeriggio di ieri, e rimbalzata immediatamente sui media di ogni ordine e grado le ha consentito di essere bersagliata da attacchi ironici e risentiti, giustamente, dalla maggior parte dei giovani italiani. Sorprende che anche un esponente di un governo tecnico, messo su per salvare le sorti dell’Italia continui, e non è certo questo il primo caso, a essere stereotipato.
Che poi, a volerla dire tutta, non sarebbe stato meno snob e più semplice definirci candidamente “esigenti”?
La generazione dei trentenni è una di quelle più bistrattate da tutti i politici, di ogni ordine e grado, e da un mondo del lavoro che non c’è, tranne le rare eccezioni.
Ci hanno definito bamboccioni, esigenti, anche sfigati se non ci siamo laureati nel tempo accademico previsto; ci hanno definito così e allo stesso tempo ci hanno lasciato immettere in un mercato del lavoro saturo che non ti guarda neanche in faccia e che, anche per via della crisi, ti risponde alla prima domanda “No, grazie, non c’è spazio. Le faremo sapere”. E non si tratta solo di cercare un posto a tempo indeterminato. Queste cose – il posto fisso – sappiamo che sono noiose, oramai ce lo avete ricordato, passando in telegiornale e spronandoci a non fossilizzarci sul lavoro dei sogni e ad accontentarci di quello che capita.
Posto fisso, poi, a trovarlo! Oramai anche i concorsi pubblici, quando ci sono, sono roba per pochi eletti. E, quando ci sono, si attendono anni e anni prima di potersi approcciare anche solo alla prima prova scritta o di preselezione.
Purtroppo parlate a una fetta di popolazione che, indipendentemente dalla laurea e da presunte pretese, accetta di lavorare nei call center pagata a cottimo o sottopagata, pur di guadagnare qualcosa e vedersi realizzato. Parlate con chi fa ricerca con i pochi soldi che lo Stato mette a disposizione. Parlate con quei giovani che, appena laureati, bussano alle porte delle aziende – con l’entusiasmo che solo uno fresco di laurea può avere – e si sentono rispondere “ci vuole più esperienza”; parlate con queste stesse persone che, dopo qualche anno di esperienza (per le logiche del mercato svolta a nero e senza alcuna garanzia) torna e si sente rispondere “ora sei troppo qualificato”. Vi rivolgete ai giovani di un Paese che ha le tasse universitarie tra le più alte d’Europa e i rimborsi per il diritto allo studio tra i più bassi. Parlate anche a coloro che, pur di andare all’Università si fanno in quattro, abbinando studio e lavoro, per non gravare troppo sulle spalle della propria famiglia. Vi rivolgete ai giovani che accettano stage non retribuiti e full time pur di maturare la giusta esperienza e trovare un lavoro dignitoso; a coloro che, pur di vedersi realizzati, accettano qualsiasi tipo di lavoro, pur di non farsi ricordare, per strada come in queste occasioni, “ah, tu non hai ancora trovato una sistemazione”!
Se questo significa essere “choosy”, beh, allora siamo orgogliosi di esserlo!

Barbara Ruggiero

1 thought on “Signor ministro Fornero, conosce davvero i problemi dei trentenni?

  1. Complimenti Barbara per come hai saputo, in sintesi e senza attacchi o offese alcune, rendere la situazione attuale.
    Te lo dice una mamma “normale”, che è riuscita a mandare sua figlia all’università con tanti sacrifi, miei e suoi perchè durante gli studi ha accettato di lavorare in un call center, di fare la barista e molto altro per non gravare troppo sulle mie spalle perchè come giustamente sottolinei tu, le nostre tasse sono le più alte e io – lavoratrice dipendente – sono sempre risultata tra le fasce più alte a differenza di figli di imprenditori ai quali era riconosciuto addirittura il buono mensa!!!
    La signora Fornero dovrebbe versare meno “lacrime di coccodrillo” che tanto a lei i problemi del “popollino” scivolano addosso, come del resto a tutto questo bel governo tecnico che continua a massacrare i soliti noti.
    Ma a mia figlia dico sempre di non arrendersi e che voi giovani siete oggi la speranza di “rivoltare” questo paese di vecchi approfittatori, a partire di chi ci rappresenta.
    grazie ancora per le tue belle parole

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