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Social recruitment, come trovare lavoro con il web 2.0

Social recruitment, come trovare lavoro con il web 2.0
Registriamo in questa rubrica le voci e le attivitĂ  dei nostri contatti senza alcuna mediazione, verificando soltanto la veridicitĂ  delle informazioni trasmesseci. Qualche nostro eventuale intervento avrĂ  il solo scopo di garantire una maggiore chiarezza del messaggio.

Cercare e offrire lavoro attraverso i social network. Sarà questo uno dei temi più interessanti del quinto appuntamento del ciclo d’incontri dedicati al tema “Per attraversare il confine: dalla fine degli studi al mondo del lavoro”, organizzato dall’Ufficio di Job Placement dell’Università Suor Orsola Benincasa in collaborazione con l’Associazione Laureati ALSOB per analizzare le possibili strategie per affrontare la grave crisi occupazionale dei giovani laureati del Mezzogiorno.
L’incontro, che si svolgerà Giovedì 15 Novembre alle ore 15 presso la sede centrale dell’Università Suor Orsola Benincasa (Corso Vittorio Emanuele 292, Napoli), sarà dedicato al tema “Affrontare il colloquio di selezione”.
Nella prima parte dell’incontro Mariaelena Basile, Anna Comparone, Antonella Niglio, Stefania Persico, referenti dell’Ufficio di Job Placement dell’Università Suor Orsola Benincasa, illustreranno, anche attraverso esercitazioni pratiche, le modalità di ricerca di un lavoro e le modalità di svolgimento dei colloqui di lavoro individuali e di gruppo.
Successivamente ci sarà un focus di approfondimento dedicato al tema “Ricerche e offerte di lavoro attraverso i social network”, curato da Cristina Felice Civitillo, consulente in formazione e selezione del personale e collaboratrice della cattedra di Gestione delle Risorse Umane all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli.
“I social media – spiega Cristina Felice Civitillo – hanno avuto un grande impatto sulla vita delle persone, ma possono avere un peso altrettanto importante anche nelle dinamiche di lavoro. Il social recruiting, ad esempio, ha un grande vantaggio rispetto reclutamento tradizionale: è molto piĂą “umano” e rispetto al pubblicare un’offerta di lavoro, attendere centinaia di curriculum, filtrare attraverso parole chiave le candidature piĂą idonee, e non dare feedback a nessuno, oggi l’approccio con cui si muovono molte aziende è di maggiore trasparenza, apertura e dialogo con i potenziali candidati. Osservando gli interessi, i valori, le opinioni, la creativitĂ  manifestata nelle attivitĂ  dei profili Facebook e Twitter, i responsabili della selezione possono integrare le impressioni derivate dalla lettura del curriculum tradizionale e constatare il fit culturale con l’azienda prima di avvicinarsi il candidato”.
Nel corso dell’incontro verrà illustrato come ottimizzare la propria presenza in rete per essere coerenti con l’immagine delle aziende per cui si vorrebbe lavorare.
“Se LinkedIn viene riconosciuta come social network professionale per eccellenza – evidenzia la Civitillo – molti utenti non vanno, però, oltre la connessione con colleghi, datori di lavoro, ex compagni di studi o amici trascurando l’importanza di partecipare attivamente a gruppi di discussione, condividere competenze ed esperienze, coltivare rapporti con persone importanti nel proprio settore”.
D’altro canto lo stesso Facebook viene spesso percepito esclusivamente come uno strumento di social networking utilizzato per famiglia e amici non come mezzo di creazione di una rete professionale. Un pregiudizio che, come sottolinea la Civitillo, “molte aziende importanti come Starbucks, McDonald’s, Levi’s si stanno impegnando a demolire creano nella propria fan page una sezione “OpportunitĂ  di lavoro” non solo per evidenziare posizioni aperte e accettare cv, ma per “mettere in vetrina” il proprio modo di lavorare, le proprie persone, la propria cultura aziendale”.
Su un altro versante, ad esempio, l’attivitĂ  di un candidato su Twitter può offrire l’opportunitĂ  di effettuare approfondimenti utili sul suo modo di comunicare, di relazionarsi con gli altri, sul tipo di competenze ed interessi che coltiva anche nell’ottica dell’auto-formazione e sviluppo personale”
Insomma appare evidente come lo “Screening 2.0” richiederĂ  ai potenziali candidanti di lavorare alla costruzione e diffusione di un forte personal brand, alla protezione della propria reputazione digitale e alla creazione di un network con cui scambiare esperienze di valore aggiunto. “Un approccio nuovo – conclude la Civitillo – che il mercato del lavoro richiede ai professionisti di oggi in maniera imprescindibile e che è, quindi, bene imparare sin dalle aule universitarie”
Il ciclo di incontri terminerĂ  con un doppio appuntamento fissato per il 29 e il 30 Novembre con una tavola rotonda dedicata alla nuova riforma del mercato del lavoro in Italia e con una giornata di simulazione di assessment.

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