Ven. Lug 19th, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

Sogno un’Italia che somigli alla Pollica di Angelo Vassallo

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Quel sindaco è un monito affinché la politica cambi e diventi servizio per la comunità
di Andrea D’Ambrosio*

Angelo-VassalloQuanto ci manchi, caro Angelo!
Guardando i telegiornali e leggendo i giornali mi assale un’ansia senza fine, pensando a quello che è successo alle elezioni politiche, al caos istituzionale che si è creato, al fatto di non avere un governo e di vedere davanti a noi sempre più buio.
Per non cadere in preda ad un’angoscia profonda, mi viene subito in mente Pollica, Angelo e il suo “mestiere” di sindaco. Quanto vorrei in questo momento che l’Italia fosse Pollica. Quanto vorrei che Angelo uscisse fuori dalla terra del suo amato paese e dicesse all’Italia:
guardate quello che ho fatto nel mio paese: la cura del mare, dell’ambiente, della natura, del piccolo particolare. In mezzo a parole e insulti che si odono in questi giorni dai leader nazionali, quanto mi manca quella normalità, la poesia del quotidiano e dell’essere semplicemente uomini. Con le proprie debolezze, i propri difetti ma con la consapevolezza di risolvere i piccoli problemi. In fondo Angelo aveva capito che amministrare un comune voleva dire anche chiedere all’anziano “come va?”, dire a una signora che una pianta sul
davanzale della finestra abbellisce la visione d’insieme, o raccogliere per strada i cani randagi che sono le anime vere di un luogo. Aveva capito che per amministrare il paese, bisogna essere il paese.
E oggi vorrei che da questo piccolo borgo del Cilento partisse una lezione per la nostra tanto massacrata Italia. Ora lo penso ancora di più, penso a quello che abbiamo perso, forse, quando sei in pericolo o quando vedi il buio, pensi al bello che hai perduto. È come una storia d’amore che finisce: pensi agli amori passati per dimenticare il presente. Poco prima di morire mi disse: “Io e te facciamo lo stesso mestiere…” “Perché?” risposi io. “Perché quando vado sulla mia barca in mezzo al mare penso sempre che questo mare sia il mondo, immagino e penso”.
Oggi vorrei essere in questo mare, come un pescatore di speranze perdute, quelle della buona politica che diventa sempre più un miraggio.

* regista

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