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Soldi del terremoto ‘80: l’ultima beffa del Governo Monti

Soldi del terremoto ‘80: l’ultima beffa del Governo Monti

Centinaia di milioni non spesi per il terremoto in Campania del 1980, 70 Comuni campani che non riescono a spendere più del 10% delle risorse a loro disposizione, risorse che non possono essere utilizzate e giacciono nelle casse della Banca d’Italia, ed il Governo è pronto a riprendersi queste risorse per altri scopi. Questo paradosso, chiamato “ricostruzione post-terremoto” in Irpinia, che dura dal 1980, è stato svelato dal sottosegretario alle Infrastrutture Guido Improta (foto).

Sottosegretario, dopo 32 anni e 32mila miliardi di euro spesi per il sisma dell’Irpina, si fa davvero fatica a sentire parlare ancora di soldi da erogare ai Comuni per il terremoto dell’80?
Purtroppo ci sono soldi non spesi.
Ma lei non è sottosegretario del governo dei tecnici che taglia tutto e chiede sacrifici a tutti, poi ci sono i Comuni che non fanno il proprio dovere?
Il governo dei tecnici, come dice lei, si sta prodigando affinché questi soldi, se non possono essere spesi, vengano riportarti nella disponibilità delle casse centrali. Noi ci auguriamo che possano essere spesi per questo territorio. La Campania è un territorio a rischio e che necessita di interventi qualificati. Dobbiamo evitare che questi soldi continuino a stare fermi sui conti della tesoreria provinciale della Banca d’Italia.
Abbiamo capito, fra poco non ci saranno più?
Appunto.
Sottosegretario, ma sono cifre impressionanti? Tutto questo puzza davvero di spreco, di incapacità ad amministrare? In questo momento sa tanto di ingiustizia?
C’è una disponibilità di 286 milioni di euro ancora nelle tesorerie provinciali della Banca d’Italia a disposizione dei Comuni.
E le sembra poco?
No, ora è evidente che c’è un problema di spesa che deriva da un’incapacità dei Comuni. Ce ne sono tantissimi che non sono riusciti nel 2011 a spendere nemmeno il 10% delle somme a loro disposizioni.
Quanti in Campania?
Sono 70 che non hanno speso il 10% di risorse a disposizione. E ci sono 42 Comuni che hanno una disponibilità almeno di 2 milioni di euro. Nella situazione attuale, nella quale c’è attenzione a trovare delle risorse economiche, è un paradosso che ci siano centinaia di milioni che non possono essere spesi. A questo punto è evidente che dobbiamo capire se è un problema di scarsa professionalità, mancano le professionalità tecniche di questi comuni e allora la Regione ed il ministero deve supportarli oppure c’è un problema di governance.
E lei che idea si è fatto?
Ho parlato con l’assessore regionale Edoardo Cosenza e lui dice che è un problema di regole, nel senso che il patto di stabilità impedisce la possibilità di impegnare queste risorse. Allora, il governo ha ipotizzato un percorso amministrativo che adesso sottoporrà al Parlamento e agli altri ministeri, in particolare quello dell’economia, per vedere se queste risorse possono essere messe in pista. Siccome sono risorse destinate all’edilizia, al dissesto idrogeologico, possono avere impatto sull’economia.
Altro tempo sprecato. Ci faccia capire quale sarà l’iter che questi Comuni dovranno seguire?
Il primo passo spetta al governo che ha elaborato una norma, in particolare il ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Questa norma prevede l’istituzione di una contabilità speciale, un capitolo di spesa che sfugge alle regole del patto di stabilità, e che quindi dà la possibilità alle stazioni appaltanti di poter utilizzare queste risorse, per attivare questa contabilità speciale. Per fare questo ci vuole una norma di legge, occorre anche l’aiuto dei comuni interessati, e della Regione Campania, perché si possa creare un’intesa trasversale e bipartisan in Parlamento, affinché questa norma possa essere approvata dal parlamento.
Sgombriamo il campo dagli equivoci che qualche sindaco ha creato. Stiamo parlando di riattivare soldi per l’edilizia privata?
Certo, si tratta di edilizia privata, in queste caso non ci sono opere pubbliche.
Sa, qualcuno ha cominciato già a parlare di strade, ponti e cose così.
Per le opere pubbliche ci sono priorità che sono delegate agli accordi di programma quadro che il governo stipula con le regioni. La Regione Campania nel dicembre 2011 ha siglato un accordo di riprogrammazione per i fondi Fas di origine comunitaria, sono state individuate molte infrastrutture prioritarie soprattutto di natura ferroviaria.
Si è parlato di una norma per chiudere finalmente l’emergenza post terremoto dell’80. Ma non è il caso di fare un po’ di chiarezza sul passato. C’è chi chiede l’istituzione di una commissione di inchiesta sui fondi spesi in tanti anni, lei che ne pensa?
Noi dobbiamo guardare al futuro, se continuiamo a guardare al passato e a fare le polemiche non ne usciamo più. Sicuramente dobbiamo fare tesoro degli errori fatti in precedenza. Sicuramente va migliorata la spesa pubblica, i tempi dell’intervento pubblico, dopo di che, io sono al governo e non ho estrazione politica, devono essere i politici eventualmente a fare chiarezza su quello che è successo in passato.
(m.a.)

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