Mer. Set 18th, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

Soldi soldi soldi: mantra insostenibile del tempo presente

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L'albero, la carta, i conchiglioni e un desco per la nostra imprudente moltiplicazione
di Roberto Lombardi

Ve l’ho già chiesto? No, perché non so voi, ma io mi faccio un sacco di domande alle quali non so dare una risposta. Sono tante le cose che mi chiedo; per esempio: che cosa sono i soldi?
Ma che fai l’ingenuo? I soldi so’ tutto.
E so’ d’accordo: i soldi so’ tutto, so’ tutto quello che ci circonda: soldi le stelle, soldi le vigne, soldi le rose, soldi le acque, soldi l’energia. Acqua, aria, terra e fuoco, questo so’ i soldi.
Che vuoi dire? Voglio dire che tutto quello che c’è in questo pianeta sono soldi. Voglio dire che i soldi sono tutto quello che siamo capaci di fare con le cose che ci sono intorno a noi: soldi le cose che fabbrichiamo, soldi le cose che ci abbisognano, soldi le cose che addesideriamo. Tu puoi anche eliminare i soldi e le cose tutt’intorno continuano a restare lì dov’erano prima che facessimo sparire i soldi. Se i soldi sono l’equivalente della ricchezza di un paese, il Pil, che perciò si dice “sei un capitalista selvaggio; perché c’hai il PIL sullo stomaco”… se i soldi sono l’equivalente della ricchezza di un paese, di tanti paesi, di tutti i paesi, del mondo intero, allora vuol dire che i soldi sono tutto quello che c’è su questa terra, e pure i soldi so’ soldi, ché ci vogliono soldi per fare i soldi. E risparmieremmo un sacco di soldi se la smettessimo di fabbricare soldi, ché tanto i soldi veri, la ricchezza che ci sta intorno, quella rimane anche se i soldi spariscono. Soldi pure per produrre tutto quello che produciamo. Ma quello che produciamo, prima era sotto un’altra forma: la carta era alberi, le camice erano piantagioni di cotone, quindi i soldi albero non è che aumentano se diventano carta; no, neppure se sulla carta ci stampi i soldi, anzi, i soldi diminuiscono, perché sulla carta si scrive, ci scriviamo, ci stampiamo sopra e poi buttiamo quintali di volantini pubblicitari che diventano spazzatura. Ma noi facciamo la raccolta differenziata e la carta la ricicliamo. Si, però una volta riciclata, la carta diventa meno carta di quella di partenza, di qualità più scarsa, e pure di quantità: di prezzo inferiore. Quindi i bei soldi “albero”, si sono trasformati in meno quattrini “carta”, e poi in meno soldi ancora “carta riciclata”. Si potrebbe produrre meno, un poco di meno, e risparmiare. Ma se non c’è lavoro, non ci sono soldi e se non ci sono soldi non ci sono stipendi, e se non ci sono stipendi la gente cosa mangia? Ma se i soldi sono l’equivalente della ricchezza concreta di un paese (materie prime, le stelle, le vigne, le rose, aria, acqua terra e fuoco), allora i soldi non possono aumentare: quello che c’è sul pianeta, quello ci resta, se noi ce lo lasciamo. Dice: ma con questo che vuoi dire? Che vuoi dire tu? No, che vuoi dire io. E mo’ te lo dico: voglio dire che se c’è la pasta per tutti, la pasta per tutti ci sarà con o senza i soldi. Ma se di pasta non ce n’è, non è che ci possiamo mangiare i soldi al posto dei medaglioni… dei conchiglioni… dei maccheroni. Se c’è una bottiglia di vino per tutti, allora il vino per tutti ci sarà, senza il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci… che pure quelli ce stanno sempre meno nel mare. Ma no i pesci di quelli che al nord li chiamano uccelli. Ma so’ cazzi amari comunque, perché non c’è pane e vino per tutti. Aahhhh, e io qua ti volevo. E allora se non c’è da mangiare per tutti quanti, perché ci moltiplichiamo, perché ci addizioniamo, perché mettiamo al mondo figli? Se c’è da mangiare solo per dieci, è una follia sederci intorno al mondo in venti.
Ma se non nascono figli, a noi poi chi ci dà a mangiare?

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