Solidarietà al popolo armeno e la Turchia la smetta di tacere

Solidarietà al popolo armeno e la Turchia la smetta di tacere
di Aniello Manganiello

genocidioGrande vicinanza e solidarietà al popolo dell’Armenia che ricorda in questi giorni l’eccidio di un milione e mezzo di armeni compiuto dai turchi.

Il dato più inquietante però è che la Turchia non riconosce questo genocidio commesso nei confronti dei cristiani. A fronte di questa tragica dimenticanza, francamente un’insopportabile amnesia, non ci spieghiamo come possa la Turchia chiedere con tanta forza di entrare a far parte della Comunità europea.

A tratti, come accade per tutti i negazionismi, la tesi turca ha trovato addirittura qualche aspetto di verosimiglianza. Ma l’apparente coerenza di tale tesi da parte della storiografia turca contro l’esistenza del genocidio è dovuta al clima di repressione che si respira nel paese. Ad esempio, ricorda Wikipedia, lo storico turco Taner Akçam, il primo a parlare apertamente di genocidio, fu arrestato nel 1976 e condannato a dieci anni di reclusione per i suoi scritti; l’anno successivo riuscì a fuggire e a rifugiarsi in Germania; oggi lavora negli Stati Uniti, presso lo Strassler Family Center for Holocaust and Genocide Studies della Clark University, dopo essere stato Visiting Associate Professor of History alla University of Minnesota. La ricostruzione di tali “censure”, operata da storiografia credibile e avveduta, e amplificata da Internet che sta facendo conoscere la “doppiezza” turca all’intero mondo, deve farci interrogare sulle verità dello storia e le loro negazioni. Purtroppo, il XX secolo ed anche l’inizio di questo XXI, oltre ad essere stato il periodo della scienza, è stato anche il tempo amaro delle grandi, inutili guerre, dei genocidi, delle carestie programmate, delle soluzioni finali e delle grandi bugie. La globalizzazione deve aiutarci ad utilizzare le tecnologie per creare una sensibilità comune che faccia da scudo democratico alle vecchie e nuove tirannidi che sono sempre in agguato.

 

 

 

Andrea Manzi

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