Mar. Set 17th, 2019

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Sono le Province lo scandalo italiano: 11 miliardi per nulla

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Sprechi, rimborsi assurdi e “investimenti” per finanziare clientele intollerabili... Segnalate a I Confronti
Foto: adnkronos.com

Nel mare magnum degli sprechi e dei costi esorbitanti della politica c’è anche il malaffare delle Province italiane di cui da anni si parla di soppressione, ma che sono tenute in piedi dalla potentissima lobby dei suoi amministratori. In un servizio denuncia di Repubblica si stima in 11 miliardi di euro all’anno il costo delle oltre cento Province italiane, una enormità se si tiene conto della ininfluenza pressoché assoluta di questa istituzione nella vita del paese. L’istituto dei rimborsi viene sfruttato per tutto, dagli auguri di Natale e Pasqua, alle missioni, all’acquisto di spazi televisivi per risarcire la voglia di apparire di presidenti (spesso impegnati con incarichi parlamentari e per nulla presenti) o assessori improvvisati. La motivazione di tali inutili spese è quella delle attività istituzionali, che diventa un eufemismo.
Per alcune inutili spese di rappresentanza – come l’acquisto di vocabolari da dare in omaggio e altri inutili “orpelli” augurali – i consiglieri provinciali di una provincia siciliana hanno speso quasi 250mila euro. Cifre da capogiro, contro le quali si scontra la fame della gente costretta a vivere da quelle parti con un reddito medio di un decimo.
Se si moltiplicano queste spese per il numero delle Province (107) si arriva a una delle dimensioni dello scandalo che grida vendetta. Giuseppe Castigione, presidente dell’Unione Province, assicura che tale voce di spesa è stata cancellata quasi da tutte le Province, ma resta il fatto che gli sprechi sono ancora tanti e gli scandali che ne conseguono davvero intollerabili.
La spesa complessiva di questi enti del tutto inutili è, dicevamo, di 11 miliardi, per cui davvero occorrerebbe che le popolazioni facessero sentire la loro voce di protesta contro questo scempio della finanza pubblica che ciascun cittadino paga con la propria tasca. In tempi di crisi così profonda è davvero intollerabile verificare la pratica intangibilità di un istituzionale monumento alla spreco che serve soltanto per assecondare strategie di potere di presidenti o di lobbies politiche.
Vi sono poi i casi dei rimborsi chilometrici per presidenti e amministratori fuori sede, spesso liquidati soltanto in base ad autocertificazione, senza tener conto del principio della trasparenza e violando ogni norma etica, oltre che il principio di legalità.
A Treviso la giunta Muraro, ricorda l’inchiesta di Repubblica, ha messo insieme 177 mila euro di rimborsi viaggi in un anno. “E in un solo mese, marzo 2011, il vicepresidente Floriano Zambon (Pdl) ha presentato spese per trasferimenti pari a 5.308 euro. Il Pd ha calcolato che con quella cifra Zambon deve essere andato da casa sua a Conegliano fino in ufficio a Treviso per 32 giorni consecutivi, compresi sabati e domeniche, con una evidente forzatura del calendario. Il rimborso è solitamente calcolato sulla base di parametri fissati dall’Aci ma basta un’autocertificazione per attestare quanti spostamenti si fanno”.
C’è addirittura chi, come il Presidente della Provincia di Agrigento, avrebbe fatto piantare nel giardino di casa 40 palme acquistate dall’ente al costo di 150 euro l’una, finendo per fortuna sotto processo. Vicenda tragicomica, che la dice lunga su un certo senso di grandeur – e di impunità – che ha caratterizzato l’attività degli amministratori provinciali.
Ma i casi sono tanti, da Reggio Calabria a Bolzano, passando per Arezzo dove addirittura il presidente della Provincia ha liquidato circa 18mila euro ai responsabili di tre ambiti di caccia.
Ma c’è di tutto di più, tablet con connessione Internet regalati ai consiglieri e, in pieno dibattito per la soppressione di questo ente del tutto inutile, a Milano (nella foto la sede dell’attuale Provincia) c’è già il bando per realizzare una nuova sede al modico prezzo di 43 milioni.
Se aggiungiamo a questi sprechi il caso davvero unico di Salerno dove dall’inizio della consiliatura sono stati cambitai circa 30 assessori, in base ad una rotazione che, stando a quanto si vede, aderisce all’unica logica di accontentare i portatori di voti sul territorio della sconfinata provincia in vista dell’apporto che dovranno dare alle elezioni politiche, di fatto svuotando del tutto funzione, autorevolezza e dignità dell’ente in base a logiche di “mercato” del consenso, siamo davvero alla falcidia di ogni interesse collettivo e alla strumentalizzazione dell’istituzioni per fini e funzioni davvero incommnentabili. Figuriamoci che cosa avverrà, se le logiche sono le stesse, per appalti e lavori pubblici!
Invitiamo pertanto i cittadini a segnalarci casi emblematici di tali sprechi, per poter offrire a noi altri elementi di riflessioni, al fine di costruire una nuova consapevolezza in grado di dar vita ad una rete di civica sensibilità e a cellule di democrazia di base indispensabili per ravvivare la nostra democrazia così irreparabilmente ferita nella dignità da una gestione dispendiosa, non oculata e, in qualche caso, criminale della cosa pubblica.

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