Home
Tu sei qui: Home » Territorio » Medicina, Ambiente, Salute » Sos dalla Campania, la prevenzione cardiovascolare inizi dall’infanzia

Sos dalla Campania, la prevenzione cardiovascolare inizi dall’infanzia

Sos dalla Campania, la prevenzione cardiovascolare inizi dall’infanzia
di Barbara Ruggiero

L’importanza della prevenzione per le malattie cardiovascolari fin dalla tenera età.
Un tema quanto mai attuale in una regione, al Campania, in cui una delle cause principali di mortalità è riconducibile a problemi cardiovascolari; un problema serio che va affrontato in fase di prevenzione anche nelle scuole specie se, come evidenziano le ricerche, è provato che i bambini campani sono i più obesi del Paese.
La prevenzione è uno degli obiettivi del Progetto Valle dell’Irno Prevenzione che in questi giorni compie 25 anni.
Giovedì 18 ottobre è in programma a Salerno, presso il Novotel, il congresso che annualmente è previsto dal progetto sui temi dell’epidemiologia e della prevenzione cardiovascolare. Di prevenzione e di fattori di rischio abbiamo parlato con il dottor Vincenzo Capuano (foto), direttore dell’Unità di Cardiologia dell’Ospedale Fucito di Mercato San Severino, che da venticinque anni conduce il progetto.
Dottore, il Progetto Valle dell’Irno Prevenzione (VIP) compie venticinque anni. Proviamo a tracciare un primo bilancio di questi anni di attività.
Indubbiamente credo che il progetto sia una risorsa per la comunità: rappresenta comunque l’opportunità di conoscere realmente qual è la prevalenza dei fattori di rischio sul territorio e di indirizzare gli interventi in maniera mirata. Ritengo sia importante avere una cultura di questi temi che finora non si è sviluppata al meglio per le scarse risorse. Con questo progetto vengono fuori cose interessanti. Sappiamo, per esempio, che sul nostro territorio c’è una prevalenza di obesità, che le fumatrici, nonostante si parli continuamente di quanto fa male il fumo, siano in aumento sul nostro territorio. Un dato, quello delle fumatrici, che va in netta controtendenza con quello dei fumatori maschi che, nel frattempo, hanno dimezzato le loro abitudini al fumo. Diciamo che abbiamo sviluppato dati utili per una prevenzione completa.
Nei paesi industrializzati, le malattie cardiovascolari sono la principale causa di mortalità, di malattia o di invalidità spesso permanente. In Campania come siamo messi? Siamo in linea con i dati italiani?
In Campania, purtroppo, siamo messi peggio rispetto al dato nazionale. Abbiamo una serie di morti per problemi cardiovascolari che si potrebbero evitare. Il dato più alto dei decessi per problemi di questo tipo in Italia lo detiene proprio la Campania. C’è molto da lavorare su questo fronte.
Cosa si può fare in concreto? Su cosa si deve lavorare?
Il messaggio più forte è sugli stili di vita: bisogna svolgere più attività fisica e alimentarsi in maniera corretta. E quando parliamo di alimentazione corretta parliamo non solo di qualità ma anche di quantità, visto che noi siamo generalmente portati a ingerire più calorie di quante ne abbiamo bisogno realmente.
In cosa consiste la prevenzione cardiovascolare? E perché si è soliti dire che la prevenzione cardiovascolare salva molte vite e consente anche di risparmiare?
Semplice: se risparmiamo eventi, risparmiamo interventi. Con uno stile di vita corretto potremmo far diminuire il numero di persone colpite da infarto, ictus e di conseguenza il numero di pazienti che saranno sottoposti a cure intensive. Tutto questo accade se siamo bravi a fare prevenzione primaria. Attenzione, per alcuni pazienti i farmaci sono necessari anche in prevenzione primaria; ma spesso si fa prevenzione indirizzando il paziente verso uno stile di vita corretto.
La prevenzione, quindi, comincia fin dalla tenera età.
La prevenzione primaria deve coinvolgere anche i giovani e i ragazzi. Un’indagine recente ha dimostrato che il più alto numero di bambini obesi c’è proprio in Campania. Allora la prevenzione deve cominciare dalle scuole. Nel programma del convegno abbiamo due sessioni che riguardano i più giovani. Io dico semplicemente che per i bambini è necessario mangiare meno merendine e più panini con pomodoro e olio di oliva, affiancando l’alimentazione all’attività fisica e aerobica. È fondamentale creare la cultura della salute.

Il programma del convegno

 

 

Informazioni sull'Autore

Numero di voci : 733

Lascia un Commento

© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

Scroll in alto