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Sostegno “interessato” a Monti, la vecchia politica ci riprova

Sostegno “interessato” a Monti, la vecchia politica ci riprova
di Alfonso Liguori

Foto: lettera43.it

Il piano pare sia già pronto. Si chiama Monti-bis. Il nuovo esecutivo sarà composto da buona parte degli attuali ministri e da alcuni politici della nuova (o vecchia) maggioranza che sosterrà il Governo.
Il racconto filtra dalle stanze del Palazzo, e striscia quasi come una minaccia.
In questa grigia domenica le dichiarazioni a favore del ritorno del Senatore a vita fioccano come copiosa nevicata. Da Montezemolo a Casini a Fini, accompagnati dalle dichiarazioni di rifiuto, chissà quanto veritiere, del baffetto D’Alema nazionale.
Un balletto assurdo che fa porre agli elettori molte domande. La più sobria: “Se avete già deciso tutto, che serve andare a votare. Risparmiamo i soldi delle elezioni!”
Fosse così semplice.
È evidente che una tale prospettiva mina nel profondo le ragioni della nostra stessa democrazia, e appare assurdo che i politici non prendano in considerazione il problema.
Saranno mica così stupidi e ciechi? Chiaramente no, proprio non possiamo crederlo.
E allora?
Allora forse la lettura possibile è un’altra: e se i nostri politici avessero cominciato a mettere le mani avanti per essere coinvolti nel nuovo esecutivo e rioccupare così un certo numero di poltrone?
Assurdo? Forse, ma un vecchio detto toscano dice che: se è assurdo vo’ dì che è vero.
Non sarà vero, ma al momento una serie di fatti possiamo già metterli in relazione. 
Berlusconi dice che abolirà l’Imu e parla male dell’Euro, ecco che risbuca fuori Lavitola, con una “cosa”, una “lettera” trovata nel computer di costui, scritta nel 2011 che non si sa nemmeno se sia mai stata recapitata al Cavaliere.
Grillo cresce nei sondaggi, ecco che non potendo attaccare il M5S sulle questioni economiche, si parla ossessivamente del problema della democrazia interna al Movimento.
Renzi, appare nei sondaggi in testa rispetto a Bersani, ecco che sbuca fuori un oscuro dipendente del Comune che tira fuori fatture della Provincia che riguarderebbero una allegra gestione di quella amministrazione quando era guidata dall’attuale sindaco di Firenze.
Dunque la macchina è in moto, e non può essere fermata, da nessuno, anche se alle macchine del fango ormai gli italiani hanno fatto l’abitudine, credendo o non credendo a tutto e al contrario di tutto.
Ma un’altra notizia striscia fuori minacciosa dalle stanze del Palazzo: a qualsiasi cosa possa frapporsi al compimento del piano dell’establishment, una rivolta di piazza, dichiarazioni politiche eccessive, outsider fuori controllo, verrà contrapposto un innalzamento dello spread.
Vero? Non vero? Anche ciò che ci è stato raccontato lo prendiamo con le molle. Non perché non ci fidiamo di quella “voce dal sen fuggita”, ma perché per avere certezze basterà fare due semplici cose: aspettare e osservare. Fortunatamente per elezioni c’è ancora un po’ di tempo.

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