Spaventosa crisi politica e morale

Spaventosa crisi politica e morale
di Pasquale De Cristofaro
Il regista Pasquale De Cristofaro
Il regista Pasquale De Cristofaro

Severino si, Severino no, Severino chi? Ora che le elezioni sono alle spalle, sarebbe utile e necessario per tutti voltar pagina. La Campania è una regione complessa e avrebbe meritato maggiore attenzione da parte di Renzi. Così non è stato, e ora è inutile recriminare su questo pasticcio. Dopotutto, il partito democratico senza De Luca la Campania non l’avrebbe conquistata. Adesso ci sarà spazio per dibattiti infiniti, cavilli, ricorsi e contro ricorsi che rendono il nostro bel paese unico al mondo. Un’arena chiassosa in cui tutti sono contro tutti; un gran polverone che ci lascerà a bocca asciutta. Le cose non vanno meglio nel resto d’Italia. L’ennesimo e ultimo scandalo di “Roma capitale” ci dice chiaro e forte che siamo precipitati in una delle peggiori crisi di moralità pubblica degli ultimi anni. La politica è diventata l’anello debolissimo di un sistema dove a far la voce grossa sono ormai i delinquenti. Costoro, una volta venivano utilizzati dai politici per fare il lavoro sporco; ora, sono i delinquenti che tengono i politici sul loro libro paga per rendere possibili i maneggi più illeciti. Una mutazione di non poco conto che è lo specchio di questi tempi bui. Molta acqua è passata da quando, in un grande romanzo di De Roberto, “I Viceré”, lo scrittore, parafrasando D’Azeglio, fa dire allo zio del protagonista diventato intanto deputato nel nuovo Regno italiano: “Abbiamo fatto l’Italia, ora dobbiamo fare i fatti nostri”. Il paradosso odierno è che sembrano non avere neppure più la forza d’imporre il loro malcostume. Sono stati completamente cooptati dalle mafie e rispondono direttamente ai “padrini” di turno. Brutta cosa. E, poi, dicono che gli elettori non vanno più a votare. E’ vero, ho sostenuto più volte che il diritto-dovere del voto è il respiro d’ogni buona democrazia, ma in un paese stremato da una crisi economica senza fine, con sempre più scarsa fiducia nel futuro e con una disoccupazione giovanile esplosiva non ci si può aspettare il miracolo. Le urne sono vuote e saranno sempre più vuote se non sopraggiungerà un pizzico di orgoglio e dignità della società italiana. Perché è anche vero che la crisi morale è più profonda e non appartiene solo alla classe politica. Essa non è che lo specchio preciso di noi cittadini storditi negli ultimi anni da un imbarbarimento democratico mascherato da un benessere finto e drogato che si basava su una falsa percezione della realtà. Abbiamo vissuto come in una bolla pubblicitaria convinti di vivere nel “migliore dei mondi possibili”. Il sogno, purtroppo, è svanito sotto i colpi di una crisi finanziaria violentissima, che ci ha lasciato nudi con le nostre false certezze. Un paese con un debito pubblico infinito e con scarsissime capacità di capire quanto il mondo corresse. Una velocità troppo spropositata per i nostri deboli polmoni.

 

redazioneIconfronti

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