Ven. Ago 23rd, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

Spaventosa crisi politica e morale

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di Pasquale De Cristofaro

Il governatore De Luca con Renzi

di Pasquale De Cristofaro
Il regista Pasquale De Cristofaro
Il regista Pasquale De Cristofaro

Severino si, Severino no, Severino chi? Ora che le elezioni sono alle spalle, sarebbe utile e necessario per tutti voltar pagina. La Campania è una regione complessa e avrebbe meritato maggiore attenzione da parte di Renzi. Così non è stato, e ora è inutile recriminare su questo pasticcio. Dopotutto, il partito democratico senza De Luca la Campania non l’avrebbe conquistata. Adesso ci sarà spazio per dibattiti infiniti, cavilli, ricorsi e contro ricorsi che rendono il nostro bel paese unico al mondo. Un’arena chiassosa in cui tutti sono contro tutti; un gran polverone che ci lascerà a bocca asciutta. Le cose non vanno meglio nel resto d’Italia. L’ennesimo e ultimo scandalo di “Roma capitale” ci dice chiaro e forte che siamo precipitati in una delle peggiori crisi di moralità pubblica degli ultimi anni. La politica è diventata l’anello debolissimo di un sistema dove a far la voce grossa sono ormai i delinquenti. Costoro, una volta venivano utilizzati dai politici per fare il lavoro sporco; ora, sono i delinquenti che tengono i politici sul loro libro paga per rendere possibili i maneggi più illeciti. Una mutazione di non poco conto che è lo specchio di questi tempi bui. Molta acqua è passata da quando, in un grande romanzo di De Roberto, “I Viceré”, lo scrittore, parafrasando D’Azeglio, fa dire allo zio del protagonista diventato intanto deputato nel nuovo Regno italiano: “Abbiamo fatto l’Italia, ora dobbiamo fare i fatti nostri”. Il paradosso odierno è che sembrano non avere neppure più la forza d’imporre il loro malcostume. Sono stati completamente cooptati dalle mafie e rispondono direttamente ai “padrini” di turno. Brutta cosa. E, poi, dicono che gli elettori non vanno più a votare. E’ vero, ho sostenuto più volte che il diritto-dovere del voto è il respiro d’ogni buona democrazia, ma in un paese stremato da una crisi economica senza fine, con sempre più scarsa fiducia nel futuro e con una disoccupazione giovanile esplosiva non ci si può aspettare il miracolo. Le urne sono vuote e saranno sempre più vuote se non sopraggiungerà un pizzico di orgoglio e dignità della società italiana. Perché è anche vero che la crisi morale è più profonda e non appartiene solo alla classe politica. Essa non è che lo specchio preciso di noi cittadini storditi negli ultimi anni da un imbarbarimento democratico mascherato da un benessere finto e drogato che si basava su una falsa percezione della realtà. Abbiamo vissuto come in una bolla pubblicitaria convinti di vivere nel “migliore dei mondi possibili”. Il sogno, purtroppo, è svanito sotto i colpi di una crisi finanziaria violentissima, che ci ha lasciato nudi con le nostre false certezze. Un paese con un debito pubblico infinito e con scarsissime capacità di capire quanto il mondo corresse. Una velocità troppo spropositata per i nostri deboli polmoni.

 

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