Spending review e Tribunali soppressi al Sud, il caso di Sala Consilina

Spending review e Tribunali soppressi al Sud, il caso di Sala Consilina

La Spending review si riflette negativamente sull’umore delle comunità locali che male accettano proposte di tagli e accorpamenti. Accade così che le comunità facciano quadrato senza distinzioni di classe o categoria per tutelare quelli che ritengono diritti inviolabili e per difendere la posizione delle strutture di base, messe a rischio da politiche che vanno a minare la stabilità del territorio.
Ci è stata segnalata, in questi giorni, la particolare situazione che si verrebbe a creare a Sala Consilina, dove la cancellazione del Tribunale locale significherebbe l’accorpamento a quello di Lagonegro, in territorio lucano.
Nell’ottica di una costante attenzione verso quanto ci segnalano i nostri lettori, diamo la parola a Carmine Cocozza, ex sindaco di Auletta, ora consigliere comunale della città, uno dei personaggi più attivi per evitare l’accorpamento del Tribunale di Sala Consilina a quello di Lagonegro.
Signor Cocozza, ha scritto al ministro Paola Severino. Cosa le chiede?
Che la giustizia oggi non sia solo una questione di costi. La legge è un dovere dello Stato e non è giusto sopprimere un tribunale per mere esigenze di cassa. La giustizia non è affare solo di magistrati e avvocati. Serve alla povera gente. E gli abitanti dei territori marginali non sono da meno. Chiediamo interessamento da parte anche di tutti i politici, compresi Cirielli e Caldoro che comunque ci rappresentano.
Il decreto prevede l’accorpamento del Tribunale di Sala Consilina a quello di Lagonegro, in Basilicata. Cos’è che non accettate?
Noi, fino a prova contraria, siamo campani. Proponiamo che tutta la parte di Salerno sud, mi riferisco agli Alburni e a tutta la zona interna, abbia Sala Consilina come Tribunale; lasciando invariata la competenza della struttura di Vallo della Lucania. Forse il ministro avrò visto sulla cartina che Lagonegro da qui dista solo 20 chilometri. Non ha fatto i conti con la ferrovia che non c’è e con i mezzi pubblici inesistenti: uno come arriva a Lagonegro a fare una testimonianza?
Ne fate una questione di identità allora?
Qui molti si sentono lucani. Ma noi siamo campani. E come tali dobbiamo essere trattati. Questa è una castroneria giuridica. Siamo l’unico caso in Italia di un Tribunale di una regione che, dopo i tagli, viene accorpato a quello di un’altra regione. Ma su questo abbiamo fatto fronte comune. Politici, amministratori, avvocati e magistrati siamo tutti convinti: questo provvedimento va rivisto e dobbiamo far sentire la nostra voce.

Barruggi

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