Squinzi vede la ripresa, gli industriali non ancora

Squinzi vede la ripresa, gli industriali non ancora

Botta e risposta tra Confindustria ed il ministro dell’economia Vittorio Grilli sulla ripresa economica. «L’Italia è ancora immersa in una profonda contrazione della domanda interna e della produzione». Una crisi meno profonda di quella del 2008-2009, a macchia di leopardo, e con alcuni “segnali di assestamento”, ma che «si allunga» e appesantisce il 2013 rinviando la ripresa attesa per il prossimo anno ai primi mesi del 2014. Per questo “migliora” la previsione del Pil per il 2012 a -2,1% rispetto al -2,4% previsto ma peggiora quello del 2013 che schizza a -1,1% dal -0,6% atteso. E’ solo dal 2014 che è previsto «un modesto recupero» dello 0,6%. E’ il rapporto del Centro studi di Confindustria a fotografare la situazione economica di una crisi che dal 2007 al 2013 ha lasciato sul terreno della recessione 8 punti di Pil. Ma gli economisti di viale dell’Astronomia non chiudono la porta all’ottimismo: «Il punto di svolta non si vede ma non è lontano», dice il capo economista di Viale dell’Astronomia, Luca Paolazzi, guardando a quel +0,2% di Pil che si registrerà a cominciare dall’ultimo trimestre del prossimo anno. La situazione italiana, dunque, si legge nel report, «non è uniformemente scura e ci sono segnali di assestamento». I tassi pagati sui titoli emessi dallo Sato e dalle banche sono in calo e ciò potrà «con il tempo, trasferirsi su quelli applicati ai nuovi prestiti a famiglie e imprese». La fiducia nel manifatturiero, si legge ancora, «è in lentissima risalita, grazie alle attese sulla produzione». L’anticipatore Ocse è in aumento da due mesi, spiega ancora Confindustria, «e conferma l’attenuazione della caduta del Pil, prima, e la risalita, poi. Molti progetti imprenditoriali sono tenuti in sospeso, per prudenza, pronti ad essere attivati al rasserenarsi delle condizioni esterne». Per la prima volta, conclude il report, «i rischi sono più bilanciati»: non solo al ribasso ma anche al rialzo. Continuano comunque a soffiare venti contrari: «La riduzione della leva finanziaria, credit crunch compreso; l’eccesso della capacità produttiva in tanti settori; le acute difficoltà dell’edilizia residenziale; l’alta disoccupazione ed il risanamento concentrato dei conti pubblici». Squilibri, questi, conclude il rapporto, «che non hanno una cura facile e di pronto effetto e che perciò continueranno a caratterizzare il panorama economico ancora per molto tempo».
Secca la replica del ministro dell’economia: la ripresa dell’economia dovrebbe arrivare nella seconda metà del 2013, senza ritardare fino all’anno successivo. Lo ha sottolineato il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, dopo le stime del centro studi di Confindustria secondo cui l’attività economica in Italia ripartirà solo nel 2014. «Non ho ragione – ha detto Grilli a margine di un’audizione alla Camera – per cambiare opinione. Anche in base al confronto che abbiamo avuto a livello internazionale, gli elementi che abbiamo oggi non sono buoni ma di conferma del trend, e non ci fanno ritenere che ci sarà un ritardo nella ripresa. Non ho elementi – ha aggiunto – per cambiare le nostre previsioni».

m.amelia

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