Mar. Ago 20th, 2019

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Stefano Di Battista il 15 febbraio al Moro di Cava

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Un concerto per festeggiare il suo compleanno per regalarsi ma soprattutto per regalare una serata indimenticabile al pubblico ed ai musicisti che interverranno a sorpresa
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Stefano-di-BattistaUn concerto per festeggiare il suo compleanno per regalarsi ma soprattutto per regalare una serata indimenticabile al pubblico ed ai musicisti che interverranno a sorpresa. Stefano Di Battista celebra, venerdì 15 febbraio, il suo “Happy Birthday” nelle sale del Risto Pub Il Moro di Cava de’ Tirreni (Sa), ospite della rassegna MoroInJazz, organizzata dal Moro del Borgo Scacciaventi, con la direzione artistica di Gaetano Lambiase.
Considerato fra i maggiori sassofonisti italiani, Stefano Di Battista si esibirà in formazione con Julian Oliver Mazzariello al piano, Daniele Sorrentino al basso, Jerry Popolo al sax avvalendosi della partecipazione straordinaria del batterista Paco Sery (già nel Joe Zawinul Syndacate, musicista celebrato da Jaco Pastorius e Wayne Shorter), il talentuoso batterista africano definito il genio e talento assoluto della ritmica e non solo.
Un viaggio tra la musica jazz e funky per un concerto unico che vedrà, venerdì 15 febbraio a partire dalle ore 22.30, sul palcoscenico del locale del Borgo Scacciaventi Stefano Di Battista e Julian Mazzariello, due musicisti legati indissolubilmente ai rispettivi strumenti, un duo di altissimo livello interpretativo, con un forte terreno d’intesa dove il lirismo, l’esplosività e lo spirito d’avventura del sassofonista e si incontrano con il talento del pianista italo-inglese.
Considerato fra i maggiori sassofonisti italiani, Stefano Di Battista nasce a Roma da una famiglia di musicisti ed inizia a studiare il sassofono all’età di 13 anni in una banda di un piccolo quartiere. Durante questo periodo fa due incontri decisivi, che lo indirizzano verso la sua vocazione : il jazz. Innamorandosi del suono “acidulo” di Art Pepper, incontra l’uomo che diventerà il suo mentore, il leggendario sassofonista Massimo Urbani. La sua strada è segnata. Si iscrive al Conservatorio e consegue il diploma con il massimo dei voti. Comincia così ad esibirsi con diversi gruppi e nel 1992 entra in contatto con Jean-Pierre Como, che lo invita a suonare a Parigi. Da quel momento in poi, Stefano fa la spola tra Roma e Parigi e viene assunto nell’ONJ, l’Orchestra Nazionale del Jazz.
La sua carriera è ad una svolta. Pilastro dei vari gruppi di Aldo Romano, membro del sestetto di Michel Petrucciani, inizia a pensare alla realizzazione di un progetto con il suo nome. Nel 1997 esce il primo album, dal titolo “Volare”. L’anno dopo arriva il primo ingaggio per la storica Blue Note, con la quale inciderà il disco “A prima vista”. Nel luglio 2000 è protagonista della registrazione di un album magistrale, con lo storico batterista di John Coltrane, Elvin Jones, Jacky Terrasson al piano e Rosario Bonaccorso al contrabbasso. Oggi la sua attività è molto diversificata : passa con successo dal proprio quartetto al ruolo di accompagnatore della moglie Nicky Nicolai (con la quale partecipa a più di un Festival di Sanremo), a solista ospitato dall’orchestra di Ryan Truesdell ad arrangiatore e bandleader, che rievoca le celebri partiture di Gil Evans.

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