Gio. Lug 18th, 2019

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Storia di Francesca, prostituta insospettabile per far quadrare i conti

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Drammatico racconto a Repubblica di una casalinga che ha scelto l'antico mestiere per fare cassa

Prostituirsi per colpa della crisi. Per guadagnare soldi utili a pagare il mutuo di casa, le rate della macchina e tutte le altre bollette che arrivano in famiglia.
Accade anche questo in un Paese sempre più stretto nella morsa della crisi; accade in famiglie che non ti aspetti, dove il tenore di vita è abbastanza alto e le rinunce per colpa della difficile congiuntura economica sembrano impossibili.
La storia è raccontata oggi su la Repubblica, con tanto di intervista a una donna – che ovviamente preferisce restare nell’anonimato – che illustra all’Italia intera i motivi della sua scelta.
Tutto comincia quando i Carabinieri fanno irruzione in un appartamento della riviera a pochi chilometri da Pescara e trovano Francesca – questo il nome di fantasia assegnato alla donna – in compagnia di un cliente. La protagonista di questa storia scoppia subito in lacrime e invoca in maniera disperata riservatezza: Francesca, quarantenne e di bell’aspetto, ha affittato assieme ad altre donne questo appartamento. Assieme lo usano per prostituirsi; per farlo di nascosto dalla famiglia, dai figli, dal marito; per guadagnare tanti soldi e subito. Anche per mantenere un tenore di vita che, con la crisi economica non sarebbe più lo stesso, ma a cui loro, abituati a una vita agiata, non saprebbero rinunciare più.
Allora Francesca fa mettere a verbale che in questo modo – prostituendosi – paga il mutuo di casa, le rate della macchina e tutte le bollette che arrivano a casa. Dice di guadagnare a volte anche settemila euro al mese.
“Noi siamo abituati a un tenore di vita molto alto – dice – e assicuro che non è facile adesso con la crisi tornare indietro. Poi, sono sempre stata una bella donna…”.
Francesca per molti anni ha fatto l’estetista; il suo negozio ha chiuso per difficoltà economiche. Suo marito è un imprenditore. Le sue foto – chiaramente quelle in cui non è riconoscibile – sono on line, con tanto di numero di cellulare, quello che in famiglia nessuno conosce. Gli appuntamenti con i clienti li fissa solitamente a ora di pranzo “così la mattina e la sera sono sempre a casa” – spiega Francesca a la Repubblica.
Al giornalista che le chiede se basta davvero la crisi per prostituirsi, la donna spiega: “Io sono andata anche da uno psicologo all’inizio. Mi ha aiutato a capire che io non sono Francesca… Quello è solo il mio lavoro. E guardi che io sono solo una delle tante. Le potrei raccontare decide di altre storie di donne che conosco, con mariti operai in cassa integrazione che si prostituiscono anche per 30 euro”.
E tra i clienti? “Politici, calciatori, imprenditori… Il cliente che è stato sorpreso con me nell’appartamento ha detto ai carabinieri di stare attenti perché lui è un uomo importante, che ha conoscenze… Si tratta di un alto funzionario dello stato”.

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