Lun. Ago 19th, 2019

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Strage di bambini in Siria: Assad, l’Erode protetto

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Si aggrava il bilancio dei bombardamenti compiuti stamani poco prima dell’alba su Aleppo dall’aviazione governativa siriana. Citati dai Comitati di coordinamento locali, i residenti dei vari quartieri colpiti riferiscono di 52 uccisi, in maggioranza donne e bambini. Nel dettaglio, le fonti precisano che un’intera palazzina è crollata sotto i colpi delle bombe a Marje e che 10 persone, tra cui sette bambini sono morti. Tra loro figurano i nomi dei fratelli Hiyam (5), Fatima (7), Karam (3) e Amana Qasab (10). Altre abitazioni civili sono state colpite a Bab Ayadin (cinque uccisi) e Bab Nairab, dove si contano dieci uccisi di cui sette bambini e tre donne. I Comitati diffondono una lista delle vittime finora identificate con le loro generalità e i link a numerosi video amatoriali che mostrano il tentativo dei residenti di estrarre i corpi dalle macerie dei palazzi e ad altri filmati che mostrano le salme delle persone uccise. Inoltre, è di 115 morti il bilancio del "massacro" condotto dalle autorità siriane nella provincia di Aleppo. Lo riferiscono gli attivisti dei Comitati di coordinamento locale, secondo i quali 45 delle vittime sono state uccise con vere e proprie esecuzioni sommarie. In precedenza i Comitati avevano riferito di almeno 25 bambini tra i civili uccisi. Un bilancio confermato dalla Lega siriana per i diritti umani, secondo la quale l'offensiva dell'esercito è partita nella notte e ha colpito alcune aree residenziali della provincia di Aleppo, molte delle quali sarebbero state completamente distrutte.

Si aggrava il bilancio dei bombardamenti compiuti stamani poco prima dell’alba su Aleppo dall’aviazione governativa siriana. Citati dai Comitati di coordinamento locali, i residenti dei vari quartieri colpiti riferiscono di 52 uccisi, in maggioranza donne e bambini. Nel dettaglio, le fonti precisano che un’intera palazzina è crollata sotto i colpi delle bombe a Marje e che 10 persone, tra cui sette bambini sono morti. Tra loro figurano i nomi dei fratelli Hiyam (5), Fatima (7), Karam (3) e Amana Qasab (10). Altre abitazioni civili sono state colpite a Bab Ayadin (cinque uccisi) e Bab Nairab, dove si contano dieci uccisi di cui sette bambini e tre donne. I Comitati diffondono una lista delle vittime finora identificate con le loro generalità e i link a numerosi video amatoriali che mostrano il tentativo dei residenti di estrarre i corpi dalle macerie dei palazzi e ad altri filmati che mostrano le salme delle persone uccise. Inoltre, è di 115 morti il bilancio del “massacro” condotto dalle autorità siriane nella provincia di Aleppo. Lo riferiscono gli attivisti dei Comitati di coordinamento locale, secondo i quali 45 delle vittime sono state uccise con vere e proprie esecuzioni sommarie. In precedenza i Comitati avevano riferito di almeno 25 bambini tra i civili uccisi. Un bilancio confermato dalla Lega siriana per i diritti umani, secondo la quale l’offensiva dell’esercito è partita nella notte e ha colpito alcune aree residenziali della provincia di Aleppo, molte delle quali sarebbero state completamente distrutte.
Dall’inizio del conflitto a marzo scorso sono 1122 i minori che hanno perso la vita. Lo hanno denunciato i Comitati di sicurezza locali secondo quanto riporta al-Arabiya. Solo oggi ad Aleppo le bombe del regime avrebbero distrutto case nei quartieri di Marjeh e al-Sharaa: la Cnn ha mostrato un video in cui si vedono le nove giovani vittime ad al-Sharaa, mentre Human Right Watch ha riferito di altre 10 vittime a Marjeh, tra cui sette bambini. «E’ un eccidio» ha denunciato in una nota Save the Children. «L’assurda morte di tanti bambini ad Aleppo è orrenda e totalmente inaccettabile». «Questo massacro indiscriminato deve finire immediatamente. Il mondo non può restare a guardare che tutto questo continui ad accadere. I bambini sono i più vulnerabili in questo tremendo conflitto e stanno soffrendo molto», continua Neri. «Occorre consentire immediatamente l’accesso umanitario in Siria in modo da raggiungere le migliaia di bambini che vivono nel terrore e hanno urgente bisogno di aiuto, cure mediche e protezione».

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