Mer. Lug 17th, 2019

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Strage di Denver, le responsabilità della spietata lobby delle armi

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La strage di Denver (nella foto James Holmes, autore del folle gesto), consumatasi alcuni giorni or sono in una sala cinematografica alla prima del film Batman, ha ancora una volta scosso l’America. L’elenco di questi fenomeni di violenza di massa operati da individui fino ad allora ritenuti normali o al massimo un po’ strani, continua ad aumentare ed ancora una volta ha innescato un forte dibattito tra i politici americani e gli opinion leaders su uno dei cardini della Costituzione Americana: il secondo emendamento.
di Vincenzo Pascale (da N.Y. City)

La strage di Denver (nella foto James Holmes, autore del folle gesto), consumatasi alcuni giorni or sono in una sala cinematografica alla prima del film Batman, ha ancora una volta scosso l’America. L’elenco di questi fenomeni di violenza di massa operati da individui fino ad allora ritenuti normali o al massimo un po’ strani, continua ad aumentare ed ancora una volta ha innescato un forte dibattito tra i politici americani e gli opinion leaders su uno dei cardini della Costituzione Americana: il secondo emendamento. Il diritto di possedere armi per la difesa della nazione. Ratificato nel 1791, in un periodo in cui ancora gli americani temevano la reazione inglese di invasione della neonata nazione. Da allora, sono falliti tutti I tentativi di modificarlo o di addirittura di annullarlo. Negli Stati Uniti ad oggi circolano circa 300 milioni di armi da fuoco, una per ogni abitante, con una preponderante presenza negli Stati del Sud e del West. In questi Stati una legislazione permissiva permette a chiunque di acquistare armi. In certi Stati le si può acquistare perfino nei supermercati. Esiste poi il problema della vastità del territorio. Alcune aree abitate sono molto distanti da una stazione di polizia, dunque a detta dei residenti si rende necessario il possesso di una arma da fuoco per l’autodifesa. La strage di Denver non è solo frutto di un facile accesso al possesso delle armi. In casa dell’attentatore è stata rinvenuto un enorme arsenale di armi da fuoco, proiettili e persino esplosivo pronto per essere usato. È un segnale che la violenza di massa può esplodere ovunque: nelle grande città ,come nei piccolo paesi ritenuti immune da tali pratiche. È ormai un fenomeno con il quale dobbiamo convivere ed imparare a monitorare. Gli specialist dell’Fbi stanno ceracando di ricostruire il profilo psicologico dell’attentatore attraverso I siti web che lui frequentava. Certamente tali ricerche ci faranno capire qualcosa in più sulla psiche di questo individuo – che immaginava essere Joker, il cattivo del film su Batman – ma non ci esimono dallo spostare la riflessione su una industria che non conosce crisi e cresce esponenzialmente: l’industria delle armi.
Il sindaco di New York, Mike Bloomberg, ha lanciato proprio da New York una campagna nazionale per togliere le armi da fuoco dalle strade di New York. Per ogni arma da fuoco restituita la città di New York garantisce un compenso monetario. Ha esteso ad altre città ed altri Stati la sua idea costruendo un network di sindaci e governatori che hanno abbracciato questa idea. I risultati stanno arrivando. Il Presidente Obama è ancora timido su questa istanza: temendo di alienarsi la influente lobby delle armi – che in ogni caso non vota per lui. I maggiori quotidiani nazionali hanno sollevato il problema della enorme quantità di armi in circolazione in America, pressando il presidente ad intervenire per rendere l’acquisizione di armi da fuoco più difficile ma soprattutto attraverso un severo screening psicologico e del casellario giudiziario dell’acquirente. Speriamo solo non sia un fenomeno transitorio post strage di Denver.

1 thought on “Strage di Denver, le responsabilità della spietata lobby delle armi

  1. Interessante questo commento che rilancia l’allarme per la diffusione indiscriminata delle armi nonché per la diffusione della cultura della difesa privata esasperata. Certo, questa chiave di lettura non esonera dal verificare le cause delle diffuse patologie psichiatriche soprattutto tra i giovani, ma se si sarà meno indulgenti con i venditori di morte, se la politica chiuderà meno frequentemente gli occhi sulla legittimità della violenza privata per poter respingere altra violenza, episodi come questi sarebbero meno diffusi. Purtroppo, soprattutto negli Usa, è facilissimo dotarsi di un’arma per cui le peggiori nevrosi possono trovare un epilogo verso la massimo violenza, che è quella che semina morte e cancella la vita.

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