Mar. Lug 23rd, 2019

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Su Report ecco i “notabili” che inquinano l’acqua di tutti

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Sotto i riflettori anche il San Raffaele e le potenzialità del web: domani, Raitre alle 21,30

Tre offerte dense e attualissime quelle di Report, in onda su Raitre (21,30) domani, domenica 23 dicembre. La puntata si intitola “Acqua passata”, l’autore è Piero Riccardi. Questo il tema, anticipato dall’ufficio stampa della popolare trasmissione. Siamo uno dei Paesi al mondo più ricchi d’acqua dolce. Sul nostro territorio ci sono ghiacciai, fiumi, laghi, sorgenti, falde acquifere copiosissime, dighe e bacini idrici, e a vederla scorrere l’acqua sembra sempre limpida a pura. C’è chi vuole privatizzarne la distribuzione, anche contro il volere popolare, con la scusa di migliorarne anche la qualità. È così? Quello che è certo e che dopo cinquant’anni di industria chimica e di carenza di leggi specifiche, molte delle nostre riserve d’acqua, sono ridotte a ricettacolo di scorie tossiche. Uno potrebbe pensare è “acqua passata”, perché il ciclo dell’acqua è infinito e che prima o poi quello che finisce nei fiumi, nei mari e nelle falde, torna di nuovo purificato, ma è così? E soprattutto in che condizioni torna? Quelle che non tornano mai invece, sono le responsabilità di chi ha inquinato e di chi doveva controllare e non l’ha fatto. Report nel corso della sua inchiesta, curata da Piero Riccardi, farà i nomi di coloro che sono tra i responsabili. E si scopre che ce ne è qualcuno eccellente.
La seconda inchiesta (“Come va a finire”) si intitola “La divina provvidenza”, l’autore è Alberto Nerazzini. Dopo «La divina provvidenza» e «San Marcus», le nostre inchieste dedicate al San Raffaele, la trasmissione torna a occuparsi del grande ospedale privato milanese, salvato da un concordato preventivo e dal Gruppo San Donato di Giuseppe Rotelli. Il primo imprenditore della sanità privata italiana, che per il San Raffaele ha sborsato 405 milioni di euro e si è accollato 300 milioni di debiti, s’instaura a maggio e a luglio annuncia il licenziamento di centinaia di lavoratori. Cerchiamo di capire come intende rilanciare l’ospedale e approfondiamo la struttura finanziaria del suo gruppo imprenditoriale. E poi qual è il futuro dell’università del San Raffaele? Che fine ha fatto Fondazione Marcus Vitruvius che voleva finanziarla con un miliardo di dollari?
Inoltre per la rubrica “C’è chi dice no” il servizio di Giuliano Marrucci si intitola “Mister Wireless”. Questo il tema nella sintesi degli autori.
Che la rete ormai sia un bene di prima necessità è un dato di fatto, ed è un dato di fatto anche che servirebbe di più a quelle popolazioni che vivono nei luoghi più sperduti e isolati. Ma visto che portare le strutture di una rete è un costo, va a finire che le compagnie non investono se non c’è un business di ritorno. Ecco perché è importante il lavoro di Trinchero e del suo laboratorio del Politecnico di Torino, che di mestiere portano la rete, con una manciata di euro, laddove agli altri non verrebbe neppure in mente.

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