Sud ostacolo del vittimismo?

Sud ostacolo del vittimismo?
di Giuseppe Foscari *
Il professor Giuseppe Foscari
Il professor Giuseppe Foscari

No, egregio signor Presidente del Consiglio, noi del Sud, che pure un po’ piagnoni lo siamo per carattere, per un’interazione tra luogo, identità e comportamenti, ma anche perché, come si dice, “Il piccio rende”, (a Napoli, invero, si usa un’espressione colorita ma terribilmente vera che riguarda i benefici che ottiene chi piange e le fregature che subisce chi se la ride!) stavolta non possiamo essere tacciati di vittimismo. Proprio no!

E sa perché? Perché questa volta il suo reato morale e politico, consumato nella manovra da 27-30 miliardi di euro che ieri ha presentato in Consiglio dei ministri, non riguarda il fatto che lei abbia destinato al Sud poche risorse, finanziamenti limitati per opere pubbliche importanti e strategiche, come hanno fatto molti suoi predecessori. No, egregio signor Presidente, lei stavolta ha toccato il fondo, commettendo il reato di totale rimozione del Sud dai suoi interessi primari, secondari e terziari. Semplicemente, il Sud non esiste per lei. Neanche la Lega al governo con Berlusconi aveva osato tanto, per pudore, per non inimicarsi una congrua parte del paese, per non essere tacciata di settarismo geografico o di discriminazione culturale, tutte cose, peraltro, ben presenti nel suo Dna partitico.

C’è, in verità, una misura che riguarda tutti gli enti locali del paese e che dovrebbe consentire un intervento sulle disastrate strade comunali, in quanto la manovra prova a rendere flessibile il patto di stabilità liberando qualche risorsa. E questo, va detto, potrebbe essere un bene.

Ma qui parliamo di progetti per il Sud, di una strategia immaginata per dotarlo non già di chimeriche e inutili infrastrutture ma di una visione d’assieme che gli consenta di ipotizzare uno scenario di graduale adeguamento delle proprie strutture di comunicazione con il resto del paese, per dirne una, che sappia dare ossigeno alla piccola e media impresa, che non spacchetti la sanità riducendo la rete di ospedali e di servizi in nome della spending review, che faccia della cultura e del turismo i suoi settori nodali, ma non a chiacchiere, bensì nei fatti.

Sicché il Sud figura sempre più come palla al piede del sistema-Italia, ammesso che ve ne sia uno, lasciato alla sua agonia lenta e inesorabile, alle sue criminalità, alle sue corruzioni, alle sue sinistrate comunicazioni. Retrovia marginale, periferia dell’impero renziano della Confindustria, landa retrograda dell’opulento Nord, luogo adatto per vendere di tutto, da sfruttare come una colonia. Non voglio alimentare l’idea di sciagure risorgimentali o richiamarmi a indipendentismi tutto sommato sterili, ma i dati sono eloquenti, come al solito, molto più delle chiacchiere e dei proclami. E la manovra è fatta di dati non di ciance per ingannare i tontoloni del Mezzogiorno, gli eterni gregari che mai dovranno e potranno diventare la testa di lancio del riscatto di una terra e di un intero paese.

No, egregio signor Presidente, il Sud non è vittima del suo stesso vittimismo, è, semmai vittima del premeditato omicidio che lei come presidente del Consiglio ha abilmente orchestrato, quasi senza lasciare tracce. Che si sappia in giro. Nel capitalismo aggressivo di questi tempi, c’è sempre bisogno di una marginalità da sfruttare.

* professore di Storia dell’Europa presso il Dipartimento di Scienze Politiche, Sociali e della Comunicazione dell’Università di Salerno

redazioneIconfronti

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